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giovedì 10 agosto 2017

MAGARI SPOSI & LE SCALOPPINE AL LIMONE AROMATIZZATE CON ROSMARINO



A volte faccio dei
sogni a occhi aperti...
il più frequente
lo racconto sul nuovo blog

insieme alla ricetta delle
scaloppine al limone
aromatizzate con rosmarino.


domenica 19 febbraio 2017

ROSSANA, LA NONNA DI CAPPUCCETTO ROSSO & IL GOULASCH DELLA MIA NONNA (IN VERSIONE AMC E SENZA GRASSI)

Rossana, la nonna di Cappuccetto Rosso


era una fiaba con un finale triste.
Fortunatamente oggi la storia è cambiata...

 Un esperimento riuscitissimo,
in versione AMC
e senza grassi aggiunti:

il goulasch della nonna Carolina.


Favola e ricetta ti aspettano sul nuovo blog.

READ MORE…

domenica 21 agosto 2016

PANE PER I TUOI DENTI TRASLOCA. E LA PORCHETTA ALLA ROMANA

Sorry,

PANE PER I TUOI DENTI
NON ABITA PIÙ QUI.

Ho finalmente trasferito il mio blog
in una sede tutta mia:
www.paneperituoidenti.it

Facile da navigare anche su dispositivi mobili,
la nuova versione ha una grafica che adoro.

Vi va di dare un’occhiata?
Allora cliccate qui

OOPS!
Dimenticavo: sul nuovo blog sono online i miei appunti sulla
PORCHETTA ALLA ROMANA.

Avete visto anche il mio
NUOVO sito
www.drvaleriaderossi.it ?


giovedì 10 settembre 2015

IL PAFFU, LA NOSTRA COLLABORAZIONE IN CUCINA E IL MIO SPEZZATINO

Ogni tanto, di sabato, il Paffu viene travolto dalla smania di cucinare.
In genere, succede in concomitanza con le mie giornate più pigre.

Ne nascono così discussioni interminabili, durante le quali entrambi sfoggiamo la nostra dialettica più forbita.
Tanto finisce sempre allo stesso modo: a soccombere è la sottoscritta.

E così, in quei giorni ci alziamo di buon'ora (sì, avete capito bene: la buonora del sabato!) e facciamo il giro degli acquisti in previsione della maratona culinaria: macellaio, fruttivendolo, supermercato...

E' successo anche sabato scorso: una delle giornate più faticose degli ultimi mesi.

Vi risparmio il racconto dell'approvvigionamento delle materie prime e passo d'emblée alla cucina.

Non finirò mai di chiedermi perché gli uomini non siano in grado di ricordare la localizzazione domestica anche delle cose più elementari:
"Dov'è il tagliere?". 
"Dove tieni la farina?".

Per non parlare delle difficoltà con la raccolta differenziata:
"Dove butto i vasetti di vetro?".
"E gli scarti delle cipolle?".

Naturalmente, tutto questo si traduce in un surplus di lavoro per me:
"Dammi un coperchio".
"Passami un coltello".
"Quale teglia ti sembra più adatta? Me la allunghi?".

Altro problema: gli uomini non sono assolutamente in grado di programmare il proprio tragitto coordinandolo con quello dei collaboratori.
E così, mi sono trovata il Paffu tra i piedi in quasi tutti i passaggi della lavorazione (sinceramente, temo che lo facesse apposta, o forse lo spero...).

Non parliamo poi di quanto il cosiddetto sesso forte sia in grado di sporcare.
Una definizione azzeccata? "Il massimo dello sporco con il minimo sforzo".

Il risultato di tali interferenze ci ha portati a ulteriori scaramucce in corso d'opera.
Ciò nonostante, sono riuscita ad accontentare la mia metà e il programma iniziale è stato rispettato alla lettera.

Tra i piatti preparati, c'era anche lo spezzatino, che abitualmente cuocio con una tecnica "combinata" Bimby/forno ventilato.

Mi sono accorta, tra l'altro, che non ne avevo ancora postato la ricetta.
Ve la giro qui sotto, e volentieri.
Ma, in cambio, chiedo la vostra omertà circa i precedenti commenti a proposito del mio rissoso, irascibile, amatissimo Paffutello...

IL MIO SPEZZATINO

 

(dosi per 8/10 persone; ho usato il Bimby e il forno Gaggenau, ma si può preparare anche con metodiche tradizionali)

CHE COSA SERVE?

- 2 CIPOLLE ROSSE di TROPEA medie
- 100 g di SEDANO RAPA (o un grosso gambo di SEDANO)
- 2 CAROTE medie
- 60 g di OLIO extra vergine di oliva
- 1 Kg di CARNE di MANZO per spezzatino (tagliata in pezzetti di circa 3 o 4 cm di lato)
- FARINA 00 q.b.
- 150 ml di VINO ROSSO (io ho usato un buon Teroldego)
- 350 g di SALSA DI POMODORO Cirio Verace
- 1 cucchiaino di DADO VEGETALE Bimby (o 2 dadi vegetali del commercio)
- SALE
- PEPE


COME FACCIO?

1. METTO nel boccale le CIPOLLE, il SEDANO e le CAROTE a pezzettoni (posso anche usare il peso corrispondente di MIX per SOFFRITTO Orogel). Li TRITO per 5 secondi a velocità 10. Dopo averli tritati, riporto in basso gli aromi con un leccapentole e FRULLO nuovamente per qualche secondo a velocità 10.

2. UNISCO l'OLIO extra vergine di oliva e faccio SOFFRIGGERE per 3 minuti, 100°C, velocità 1.

3. INFARINO i pezzetti di CARNE, li aggiungo nel BOCCALE (eventualmente, posso aggiungere allo spezzatino anche un paio di cucchiaiate di farina per rendere il sugo più denso).  Insaporisco per 5 minuti, a temperatura Varoma, antiorario, velociotà soft.

4. UNISCO il VINO e faccio sfumare 5 minuti, a temperatura Varoma, antiorario, velocità soft.

5. AGGIUNGO la SALSA di POMODORO, il DADO, il PEPE (ed eventualmente SALE, NOCE MOSCATA o PEPERONCINO). CUOCIO per 20 minuti, a 100 °C, antiorario, velocità soft.

6. NEL FRATTEMPO, preriscaldo il FORNO a 200°C (ventilato).

7. VERSO lo spezzatino in una TEGLIA da forno (io uso la Ultra Pro della Tupperware da cm 40 x cm 28 bassa), copro con il COPERCHIO e faccio CUOCERE in FORNO per circa 45/50 minuti, mescolando di tanto in tanto.

8. TRASCORSO questo tempo, aggiusto di SALE e PEPE, spengo il forno e LASCIO RAFFREDDARE nel forno spento (a mio parere a pentola coperta, secondo il Paffu senza coperchio).

SODDISFAZIONE *****
PAZIENZA ***

Avete visitato il mio sito

venerdì 13 marzo 2015

MARCELLO, LO CHEF FABIO POTENZANO E LE CROCCHETTE DI MAIALE CON SCHIACCIATINA DI MELE

Caro Marcello, 

permettimi prima di tutto di spiegare a chi non ti conosce che sei il figlio di mio fratello: in una parola, il mio primo, amatissimo nipote.

Sei nato in un giorno di giugno di diciannove (anzi, quasi venti) anni fa.

Alla notizia della tua nascita ho pianto.
Per la commozione.
Ma anche perché, nel profondo, avrei tanto voluto che quel bambino paffuto e capellone fosse il mio. 

Nei primi mesi, se ti prendevo in braccio, frignavi come un ossesso: forse avvertivi la mia paura di farti male (non dimenticare la mia scarsa dimestichezza con i neonati!). 
Un po' alla volta, però, hai incominciato ad abituarti a questa zia un po' goffa, e da qui è stato tutto bellissimo.

Il tuo primo compleanno ha coinciso con i tuoi primi passi (in giardino, da una sdraio all'altra) e con il tuo primo trattore.
Lo guardavo da anni, quel trattore blu, esposto davanti al negozio di giocattoli di via Fincato.
E da mesi l'avevo comprato.
In seguito, ho scoperto che proveniva dal magazzino all'ingrosso di quello che sarebbe poi diventato il nostro zio Paffu.

Sono infinitamente grata ai tuoi genitori per averti permesso, finché eri piccolo, di passare del tempo con me: quanti sono i "nostri" momenti, che ricordo con dolcezza!

Quella volta al parco giochi, per esempio.
Nessuno voleva credere che tu non fossi mio figlio.
"Ma è identico a lei, signora!", mi dicevano.
E io a gongolare...

O a casa mia, a vedere il film di Bambi.
Con te che correvi per la stanza, scivolando sul pavimento per imitare il cerbiatto dei cartoni.

La tua antipatia per il quadro di Jackson Pollock che faceva da testata al mio letto.
Dovevo coprirlo con una serie di disegni di paperette, per riuscire a portarti a fare il riposino!

Ricordo i nostri tragitti in auto, la mitica Ypsilon blu metallizzata.
Ascoltavamo Battiato a manetta: credo che, una delle tue prime canzoni, sia stata proprio "Cuccurucucù", che storpiavi in "Ahiahiahiahiahi, tatana!".

Seduto dietro (non erano ancora obbligatori i seggiolini), bevevi succo all'albicocca.
Ne versavi una quantità adeguata sul sedile e poi mi chiedevi "Zia, posso spolcale?".

Definivi "a confetto" i finestrini a compasso.
E ti facevi legare con la "ciuciuna" di sicurezza.

Durante i nostri "viaggi", questa perfida zia tentava addirittura di insegnarti l'alfabeto greco: alfa, beta, gamma, delta...
Il tutto nella speranza di indirizzarti al liceo classico.
Tu hai preferito lo scientifico.
Ma Storia, la facoltà che hai scelto, dimostra che le zie hanno sempre ragione.

L'ultimo ricordo di un Marcello bambino è sempre in auto, a ripassare l'anatomia di occhio e orecchio.
E una successiva partita a tennis, giocata più sui corridoi esterni che nel campo.
Partita di cui, da qualche parte, ci dev'essere ancora una documentazione fotografica.

E poi... è stato come nella canzone di Vecchioni: "Bimbo mio, che strano sogno, voltarsi intorno e non vederti più".

Se, nei miei ricordi, cerco immagini della tua adolescenza, fatico a trovarle. 
Ora il mio Marcello è un uomo, con tanto di barba e pomo d'Adamo.

Abbiamo passato una settimana insieme, in settembre: mi hai seguito ovunque, dalla mattina alla sera.
Arrivavi per colazione, stavi con me in sudio e te ne andavi la sera a ora di cena.
All'inizio, questa "convivenza" mi è sembrata strana (in fin dei conti, non sono mai stata abituata ad aver ragazzi per casa).
Ma è bastato pochissimo perché questa nuova situazione mi coivolgesse.
E, ti confesso, ancora oggi mi spiace che sia finita.

Ogni tanto mi telefoni.
Ma, povero Marci, pare che i nostri orari non coincidano: mi becchi sempre indaffaratissima!
Quando ti richiamo io, sei tu ad avere lezione.
Poche parole, di corsa. 
Ma è bello ugualmente!

Abbiamo frequentato insieme un corso di cucina.
Un tot di serate a tema, nell'immensa struttura di un istituto alberghiero.
Usavamo teglie e mestoli talmente grandi, che mi sentivo un topino come il Remy di Ratatouille! 
In quell'occasione, sei stato gentilissimo, e ti sei sobbarcato i compiti a me più sgraditi: pulire il pesce e friggere.
Sono tante le ricette che lo chef Fabio Potenzano ci ha insegnato (tra cui quella di questo post).
La nostra competenza culinaria si è accresciuta.
Ci siamo divertiti da matti.
Ma la cosa che, più di tutte, ricorderò di quel corso, è la gioia che ho provato a condividerlo con te.

"Cucinare è come amare", ha detto qualcuno.
Cucinare insieme a una persona cara è amore puro, aggiungo io.
E quando questa persona è un nipote come, te, Marcello, è anche una gioia immensa.

Ti voglio bene.

Zia Valeria

"LE CROCCHETTE DI MAIALE CON SCHIACCIATINA DI MELE"
(la ricetta è del mio maestro Fabio Potenzano, che ringrazio di cuore; ho usato il mixer, ma le crocchette possono essere impastate anche con metodiche tradizionali)

CHE COSA SERVE?

Per le crocchette:
- 300 g di PANCETTA AFFUMICATA
- 500 g di MACINATO DI MAIALE (o misto maiale e rognone)
- TIMO
- SALE 
- PEPE
- 2 UOVA
- 150 g di MANDORLE a LISTARELLE
- 150 g di GRISSINI tipo Torino tritati grossolanamente
- OLIO per FRIGGERE

Per la schiacciatina di mele:
- 4 MELE Granny Smith
- 20 g di BURRO
- 20 -25 g  di ZUCCHERO


COME FACCIO?

Preparo le crocchette:

1. INSERISCO la PANCETTA AFFUMICATA tagliata a tocchetti nel boccale del Bimby. La TRITO finemente.

2. AGGIUNGO il resto della CARNE MACINATA, il TIMO, il SALE e il PEPE e TRITO ancora.

3. CON LE MANI, formo delle PALLINE un po’ più grandi di una noce. Le faccio rotolare tra le dita, allungandole un po’.

4. PASSO le crocchette nell’UOVO SBATTUTO, le SGOCCIOLO bene e le faccio poi rotolare in un mix di GRISSINI tritati grossolanamente e MANDORLE tagliate a listarelle.

5. FRIGGO le CROCCHETTE in olio a 175°C.

6. NEL FRATTEMPO, PRERISCALDO il forno a 100°C.

7. MANTENGO calde le CROCCHETTE nel FORNO preriscaldato.


Preparo la schiacciatina di mele verdi:

1. SBUCCIO le MELE e le TAGLIO a fettine.

2. IN UN TEGAME di media altezza, CUOCIO le MELE con lo ZUCCHERO e il BURRO fino a quando non riesco a schiacciarle con una forchetta.


Assemblo:

1. IMPIATTO le CROCCHETTE con la SCHIACCIATINA di MELE.

2. GUARNISCO con INSALATINA e qualche goccia di GLASSA all’ACETO BALSAMICO.

SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA ****

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venerdì 30 agosto 2013

LA PSEUDO - PORCHETTA NIGELLA'S STYLE

Che fortuna, avere dei fornitori affidabili come i miei!!!

Per questa ricetta (di “nigellesca” origine, ma leggermente modificata) ho potuto contare sulla collaborazione di Valentina e Alessandro Molon, titolati della mia macelleria di fiducia.

E non ho sbagliato: la lonza era di prima qualità, l’apertura “a libro” da manuale (perdona il gioco di parole!), e i consigli che mi sono stati dati si sono rivelati fondamentali…

Semplicissima da assemblare, questa “simil-porchetta” è forse un po’ lunga da cuocere, ma il successo è assicurato!

P.S.: Ecco un'altra delle innumerevoli ragioni per cui devo ringraziare Ilaria (sì, proprio Ilaria del blog lattefiele): a indicarmi Valentina e Alessandro è stata  lei!!!


QUALI SONO GLI INGREDIENTI?
2 kg. di lonza di maiale (senza ossa e cotenna), aperta “a libro”
150 gr. di pancetta affumicata
sale
pepe
le foglie di 1 rametto di rosmarino tritato grossolanamente
circa 6 foglie di salvia tagliuzzate
le foglioline di alcuni rametti di timo fresco
500 gr. di cipolle rosse di Tropea
olio extra vergine di oliva
vino bianco


COME SI PREPARA?
1. Preriscalda il forno a 200° C.
2. Stendi la lonza, aperta, sul tagliere (io preferisco dividerla in due rotoli più piccoli).
3. Disponi su di essa, perpendicolarmente alle fibre, la pancetta affumicata.
4. Sulla pancetta, distribuisci uniformemente il sale, il pepe, le erbe aromatiche e, se vuoi, un po' d'aglio grattugiato (che io, naturalmente, non ho messo...).
5. Arrotola la carne, legala a intervalli di 3 - 4 cm (appena avrò il tempo, pubblicherò un modo abbastanza semplice di legare).
6. Copri il fondo della teglia con le cipolle tagliate a fettine alte circa 1 cm., appoggiaci sopra il/i rotolo/i, spennella leggermente la carne con olio extra vergine di oliva.
7. Cuoci in forno per circa 2 ore, bagnando frequentemente il/i rotoli con vino bianco.
8. Togli dal forno, passa al passaverdura il sughetto di cottura e le cipolle.

Finché la carne sarà calda, ti consiglio di servirla con il sugo.
Una volta raffreddata, è un ottimo piatto estivo simil – porchetta.

SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA ***

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domenica 16 dicembre 2012

ASPETTANDO IL NATALE: IL CORSO DI CUCINA NELLA MANSARDA DELLA NONNA ANNAMARIA

Sette donne, due uomini “in visita” e tanta voglia di cucinare insieme.
L’altra sera, nella mansarda della nonna Annamaria, c’eravamo tutte (in ordine alfabetico: Alessandra, Antonella, Consuelo, Ilaria, Manuela, Valentina e, come sempre ultima, io/Valeria... mai che ci sia una Zoe, diamine!).
Special guests, Andrea e Pino.


Ci siamo divertite un sacco a preparare in anticipo, con il Bimby, ma anche senza, tutte le ricette che faranno parte del nostro desco di Natale.
Tratti dai libri di Csaba dalla Zorza (e adattati al mitico robot dalla nostra maestra Valentina): punch, gnocchetti, rose di pane, filetto in crosta, dolci al cucchiaio e biscotti.
Magicamente materializzatisi tra le nostre mani... i piatti sono poi scomparsi, altrettanto magicamente, in un battibaleno!


Che bella serata!!!

Doverosa una dedica speciale alla nonna Annamaria, dalla cui casa provengono i mobili che arredano la mia mansarda:

“Se la nonna Annamaria fosse qui, riserverebbe a Valentina uno dei suoi migliori sorrisi, fisserebbe Ilaria con uno sguardo tra il timido e il furbetto, e sarebbe felice di vedere insieme, a spignattare, Antonella, Manu e la sottoscritta.
Scuoterebbe la testa davanti a queste diavolerie moderne, ricordando che il “Raviolamp” era, ai suoi tempi, l’accessorio più avanzato in fatto di cucina.
E si guarderebbe intorno perplessa, chiedendosi se i mobili che la circondano sono veramente quelli della sua casa natale.

Se la nonna Annamaria fosse qui, interverrebbe imperiosa correggendo modi di dire e di impastare.
Ma chiederebbe anche informazioni e consigli, con la sua consueta modestia.
E assaggerebbe tutto, ma proprio tutto, gustandosi i sapori fino all’ultimo boccone.

Se la nonna Annamaria fosse qui, leggerebbe attentamente questo fascicolo, confrontandolo con la sua incomprensibile raccolta di ricette.

Penserebbe che, in fondo, queste ragazze non se la cavano così male. 
E chiederebbe di partecipare con noi anche alle prossime riunioni”.






giovedì 13 settembre 2012

IL POLPETTONE DEI 7 DI ILARIA


Ricordate la mia amica Ilaria, la “food blogger” di Lattefiele?
Voi non avete idea di quante ricette questa ragazza mi abbia passato: Ilaria è una fonte inesauribile di consigli gastronomici, che elargisce con estrema generosità…
Una delle preparazioni che, a casa mia, sono più “gettonate” mi arriva proprio da lei. 
Si tratta di un polpettone di semplice esecuzione, graditissimo in estate (freddo) e in inverno (caldo).
Io lo impasto e cucino sempre con il mio Bimby, ma so che è possibile cuocerlo anche nella maniera tradizionale.
Come mia abitudine, ne ho adeguato la ricetta ai gusti della mia gente.
Ma le indicazioni di base rimangono quelle di Ilaria…



QUALI SONO GLI INGREDIENTI?
500 gr. di carne macinata di vitello
150 gr. di mortadella tritata
100 grammi di parmigiano grattugiato
250 grammi ricotta
1 uovo
160 gr di speck (due buste)
sale, pepe, prezzemolo, noce moscata

IN BREVE:
1.PARMIGIANO GRATTUGIATO + MORTADELLA TRITATA + PREZZEMOLO TRITATO
2.> CARNE MACINATA + RICOTTA + UOVO + SALE +AROMI
3.FORMATE UN POLPETTONE CON L’IMPASTO
4.FODERATELO CON SPECK
5.CUOCETE A VAPORE O IN FORNO 170°C PER 40-45 MINUTI

COME SI PREPARA?
Mettete nel mixer, nell’ordine, il parmigiano grattugiato, con la mortadella e il prezzemolo tritati, aggiungete poi la carne macinata, la ricotta, l’uovo, il sale e gli aromi. Impastate.
Con l’impasto, formate un polpettone che fodererete con le fette di speck, aiutandovi con carta forno.
Sempre con l’ausilio della carta forno, disponete il polpettone nella vaporiera (io adopero il Varoma del Bimby, sul cui fondo stendo carta forno bagnata e strizzata).
Cuocete per 40-45 minuti alla massima potenza.
Potete anche cuocerlo in forno a 170°C, sempre per 40-45 minuti.
Tagliatelo a fette spesse circa 1 cm. e servitelo caldo d’inverno e freddo d’estate.

IL SEGRETO…
Si tratta di una ricetta così semplice che è difficile trovare segreti…

SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA **

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venerdì 30 marzo 2012

ARROSTO DI VITELLO AL LATTE

Chiedo scusa ai miei amici per le due settimane di silenzio!
E’ un periodo piuttosto intenso, per me: la famiglia, il lavoro, e... il copione (per il saggio di scuola di teatro) da imparare a memoria!!!

In questi giorni, tra l’altro, ho provato nuove ricette, che senz’altro pubblicherò: il risultato è stato così buono che non sono riuscita a fotografarlo, perché si sono mangiati tutto in un battibaleno.

Prometto comunque che, appena possibile, rientrerò nei ranghi.

Intanto, vi comunico che mi sono dotata di un ulteriore super-robot da cucina, che mi sta dando molte soddisfazioni. Quanto prima, vi darò informazioni più approfondite...

Eccovi ora una ricetta indicata per il dopo-seduta dal dentista (ma anche per un pranzo in famiglia!): L’ARROSTO DI VITELLO AL LATTE.


QUALI SONO GLI INGREDIENTI?
1 kg di sotto-noce di vitello
1 litro di latte
40 gr. di burro
olio
cipolla
sale
rosmarino
salvia
1 "Cuore di brodo" vegetale
500 gr. di patate

IN BREVE:
OLIO + BURRO + CIPOLLA = SOFFRITTO
SALATE E DORATE LA CARNE
AGGIUNGETE LATTE + DADO >> CUOCETE 1 ORA E MEZZO
UNITE PATATE >> CUOCETE MEZZ’ORA
SE NECESSARIO, ADDENSATE IL FONDO DI COTTURA.

Fate un soffritto con olio, burro, un po' di cipolla.
Aggiungete la carne, fatela dorare su tutti i lati, salatela.
Versate nella teglia il latte, inserite il "Cuore di brodo", fate cuocere 1 ora e mezzo.
A questo punto, unite le patate tagliate a pezzetti.
Lasciate sul fuoco (moderato) per un'altra mezz'ora.
Se, dopo questo tempo, il fondo di cottura non fosse ancora sufficientemente denso, aggiungete un pezzetto di burro intriso di farina e cuocete ancora un po’ (se le patate fossero già pronte, converrà toglierle dal tegame, procedere con l’addensamento e rimetterle in seguito).
A cottura ultimata, tagliate l'arrosto a fette e servitelo coperto con la salsa di cottura, contornato con le patate.

IL SEGRETO...
...è non avere fretta!

SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA ****


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