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venerdì 6 febbraio 2015

LA VOSTRA DENTISTA PASTICCERA E' ANCHE IN TV!

Ancora non ci credo!!!
Questa settimana, sono comparsa in TV due volte!

Lunedì: intervista con TeleArena.
Il filmato è andato in onda la sera stessa.

Martedì: visita da parte di Telenuovo.
Al TG, il video è apparso il giorno successivo.

Purtroppo mi manca il tempo per commentarli con voi (spero tanto di riuscire a farlo nei prossimi giorni), ma li posto ugualmente perché possiate guardarli.

Ringrazio di cuore Silvia Beltrami (TeleArena), Simonetta Chesini (Telenuovo), i loro cameramen, le emittenti che mi hanno ospitato e tutti coloro che, quotidianamente, mi dimostrano il loro affetto complimentandosi con me per questi bellissimi servizi.


P.S.: Questi filmati sono stati scaricati da internet.
Per questo, la qualità delle immagini non è eccezionale.
Per una migliore visione, vi consiglio di non ingrandirli. 



TELEARENA - TG del 02 febbraio 2015





TELENUOVO - TG del 04 febbraio 2015




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sabato 1 giugno 2013

IL LATO AMARO DELLO ZUCCHERO


"Il cibo dolce è come una droga” è un articolo comparso sul sito “Obesità.it”.
L’argomento è molto importante anche dal punto di vista odontoiatrico. 

È stata pubblicata un’interessante e curiosa revisione per approfondire la validità dell'analogia tra la dipendenza da droghe e la dipendenza da cibi, specie dolciumi. 

Gli autori (Université de Bordeaux CNRS, Institut des Maladies Neurodégénératives, Bordeaux, France) intendevano analizzare i risultati di alcune evidenze della letteratura, che dimostrano che lo zucchero e il gusto dolce, possono indurre compensazione e desiderio paragonabili, in grandezza, a quelli indotti dalla dipendenza da droghe.  

Nonostante questa evidenza sia limitata dalla difficoltà intrinseca di confronto fra diversi tipi di cibi compensatori e le esperienze psicologiche negli esseri umani, è tuttavia supportata da una recente ricerca sperimentale nei ratti di laboratorio. Nel complesso, questa ricerca ha rivelato che lo zucchero e un cibo compensatorio molto zuccherino, non solo possono sostituirsi alla dipendenza da droghe, come la cocaina, ma mangiare un cibo molto dolce potrebbe essere ancora più gratificante e attraente.  

Ovvero, a livello neurobiologico, i substrati neurali che sottendono i circuiti di godimento del cibo dolce, sembrano essere più resistenti ai guasti funzionali, rispetto a quelli della dipendenza da cocaina. E questo potrebbe spiegare perché molte persone possono avere difficoltà a controllare il consumo di alimenti molto zuccherini, specie quando sono continuamente sollecitati dalla disponibilità di questi cibi. 

Due riflessioni pratiche: eliminare i dolciumi dalla portata di chi ha bisogno di perdere peso o ha controindicazioni a mangiarne (obesi, diabetici), magari proponendo in abbondanza frutta e verdura dal gusto più dolce possibile, sempre con molta attenzione agli apporti calorici.
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Fonte:
Curr Opin Clin Nutr Metab Care. 2013 May 27. [Epub ahead of print]
Sugar addiction: pushing the drug-sugar analogy to the limit.

Foto dal web.

mercoledì 15 maggio 2013

LA SALUTE DEL CUORE PASSA PER LA BOCCA

Anche dal dentista i pazienti potranno ricevere una carta da compilare che quantifica il rischio di ammalarsi di cuore, di diabete o di un ictus, un rischio oggi valutato negli studi dei medici di famiglia. Una cartella “made in Italy” indagherà infatti i nessi con le più comuni patologie orali.
Presentata al recente congresso di Potsdam (Germania) della World Dental Federation (FDI) – Associazione mondiale degli odontoiatri (1,5 milioni di iscritti e 140 nazioni aderenti) guidata dal portoghese Orlando Monteiro da Silva – la “Carta per migliorare la salute” ha un cuore italiano, anzi italo-tedesco. L’ha ideata, incrociando le statistiche sulla compresenza di paradentosi-diabete e paradentosi-cardiopatie, un pool di odontoiatri di caratura internazionale guidato da Gerhard Seeberger, già presidente dell’Associazione Italiana Odontoiatri (AIO). «Un questionario che ci consente di monitorare nel paziente patologie quali possibili concause di affezioni odontoiatriche o che possono a loro volta esserne peggiorate per via di fattori infiammatori rilasciati, ad esempio, da placca e gengiviti – spiega Seeberger –. Con una semplice schedina si possono conoscere età, sesso, misure del paziente, indice di massa corporea ed eventuali scostamenti dai parametri normali. E condividere con gli utenti e i loro medici curanti i valori di fattori di rischio come obesità, pressione arteriosa, glicemia, colesterolo, oltre che lo stato delle patologie odontoiatriche». La scheda, che ogni dentista terrà come cartella clinica informatizzata da aggiornare nel tempo, sarà distribuita su carta in Italia, primo paese a diffonderla, già da maggio; se ne occuperanno per ora gli oltre 7.000 dentisti associati ad AIO, provider di formazione e sindacato odontoiatrico nazionale. L’obiettivo è condividerla tra 50-60 mila dentisti sparsi sul territorio «affinché siano al corrente di importanti comorbilità, avendo competenze per scoprire, segnalare, valutare e, per la parte di competenza, prenderle in cura», dice Seeberger. Sul retro, il mini questionario entra nel dettaglio degli stili di vita, valutando con domande a triplice risposta eventuali punti deboli del paziente (poco sport, fumo, alcol, dieta erronea) e chiedendogli, come si fa già in alcune sperimentazioni di medicina generale (Chronic related groups in Lombardia), un piano per migliorarsi entro un tempo-target. «La carta di Seeberger, che è anche presidente uscente dell’ERO, organizzazione regionale europea dell’FDI, è, insieme alle Linee guida ministeriali sulla prevenzione, una delle gambe su cui poggia il programma di comunicazione AIO con i pazienti di quest’anno – dice il presidente AIO Pierluigi Delogu –. Solo facendo prevenzione a tutto tondo i pazienti odontoiatrici hanno la garanzia non solo di curarsi meglio dal punto di vista che ci compete, ossia la salute orale e dentale, ma anche di spendere meno». Delogu presenta ufficialmente la Carta al congresso AIO di Alghero. Seeberger apre a una futura collaborazione con i medici di famiglia: «La salute è obiettivo di tutti, medici e dentisti – dice – e spero che in tempi brevi si sviluppi un rapporto che dimostri in primis la responsabilità della categoria. Lo vuole il nostro paziente».
L'articolo è stato pubblicato sul numero 5 di Dental Tribune (maggio 2013).
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venerdì 12 aprile 2013

PROTEGGI IL TUO SORRISO E MIGLIORA LE TUE PRESTAZIONI SPORTIVE. CON IL PARADENTI.


Quando facciamo uno sforzo, il nostro cervello invia un segnale alla muscolatura interessata. Prima di arrivare a braccia, gambe, ecc., il messaggio passa per i muscoli masticatori, attivandoli.

Per questo, quando solleviamo un peso, o sollecitiamo la nostra muscolatura durante l’attività sportiva, stringiamo i denti. Cosa che può danneggiare gravemente le strutture dentali e ossee.



Il mouthguard o paradenti è un dispositivo destinato a proteggere non solo labbra, guance, gengive, ma anche e soprattutto le ossa mascellari. Esso impedisce alle arcate dentarie di collidere violentemente tra di loro, durante l’attività sportiva. L’uso del paradenti è importante specie per i pazienti/atleti in cura mediante trattamento ortodontico fisso.



Ogni volta che, durante l’attività sportiva, esiste la possibilità di contatto con altri partecipanti o con superfici dure, il paradenti rivela la propria utilità. Inoltre, esso aiuta l’atleta a mantenere una migliore postura, diminuendo lo stress cranio-cervicale, con conseguente aumento del rendimento.



Esistono tre tipi di paradenti:



Paradenti comune: il più economico. Fabbricato in serie, può essere acquistato nei negozi di sport. Questo dispositivo si adatta in modo limitato alla bocca, offrendo una minor protezione rispetto a quelli riportati di seguito.



Paradenti modellabile in bocca: che può essere rigido (con rivestimento interno in acrilico o in gomma, che si adatta all’arcata del paziente e ne mantiene la forma), oppure termoformato (che si fa adattare all’arcata dentaria dopo essere stato riscaldato). Quest’ultimo è molto utilizzato perché meno costoso del paradenti su misura. Purtroppo, ha una durata e un adattamento inferiori. Entrambi questi paradenti sono in vendita nei negozi di articoli sportivi.



Paradenti su misura: è senz’altro il migliore. Viene progettato in laboratorio sull’impronta presa dal dentista. Offre un’ottima protezione e riduce al minimo il disagio. Il disegno di un paradenti su misura può essere individualizzato non solo per l’atleta, ma anche per lo sport specifico per cui viene indossato.



Conclusioni:



Il paradenti  è un dispositivo fondamentale non solo per la salute orale, ma anche per il rendimento degli atleti: infatti, oltre a proteggerne la bocca, ne migliora drasticamente le prestazioni.

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domenica 10 marzo 2013

LA TRASPARENZA CHE TRASFORMA IL TUO SORRISO

Avete fatto caso a quanto possono essere belle le trasparenze?

Il vetro, oggetti di cristallo, perfino il plexiglass possono dare effetti estremamente estetici...

Immaginate ora un apparecchio ortodontico completamente invisibile, ma in grado di trasformare radicalmente l'aspetto di un sorriso. Esiste: è Invisalign.

Il video riportato qui sotto ve lo illustra, riportando numerose testimonianze. 
Date un'occhiata: è molto interessante!


 


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Foto: trasparenze al MoMA di New York.
Video: per gentile concessione di Invisalign.
 

sabato 26 gennaio 2013

UN SORRISO SANO FA BENE. ANCHE AL RESTO DEL CORPO.

La parodontite è un’infiammazione del parodonto, cioè del gruppo di tessuti che circondano il dente, assicurandone la stabilità.
Essa è la prima causa di perdita dei denti nell’adulto, ed è provocata da un’insufficiente igiene orale.

La sua eziopatogenesi è multifattoriale: accanto a un’infezione causata dalla placca batterica, ci sono infatti concause legate allo stile di vita (es. alcool, stress, scarsa attività fisica), al patrimonio genetico (maggiore suscettibilità a contrarre una determinata malattia), a particolari condizioni fisiologiche correlate a squilibri ormonali quali la pubertà o la gravidanza, all’assunzione di farmaci.

La letteratura scientifica riporta l’esistenza di una stretta correlazione tra parodontite e patologie cardiovascolari, diabete, complicanze ostetriche (es. parti prematuri, neonati sottopeso).

In Italia, le persone affette da parodontite sono circa 8 milioni.

Essa è una malattia subdola, senza particolari segni clinici.
Ma arrossamento, gonfiore gengivale, sanguinamento, alitosi, sensibilità e mobilità dei denti possono indicare che ci troviamo di fronte al primo stadio della malattia parodontale: l’infiammazione.

Che fare, in questi casi?

Naturalmente, recarsi quanto prima dal dentista per una visita di controllo
Sottoporsi a una seduta di igiene orale professionale, al fine di rimuovere il tartaro sopra e sottogengivale.

E intensificare le pratiche di igiene orale domiciliare, utilizzando quotidianamente spazzolino, filo interdentale e tutti gli altri ausili che permettono la perfetta detersione di tutte le superfici dei denti.

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www.drvaleriaderossi.it

Foto: vecchi spazzolini da denti in vendita al mercatino dell'antiquariato di Trento.

lunedì 29 ottobre 2012

MACCHIE, BANDE, FORELLINI SULLA SUPERFICIE DEI DENTI. C'E' DA PREOCCUPARSI?


Molto frequentemente, le mamme si preoccupano notando, sulla superficie dei denti dei loro bambini,  macchie chiare, o scure, oppure anomalie di forma.
Non si tratta, in genere, di patologie gravi: nella maggior parte dei casi, il dentista si limita a controllare fino al termine della crescita l’evoluzione del fenomeno, associando igiene, fluorizzazione e protezione con resina delle zone danneggiate. Successivamente, potrà intervenire in modo più mirato con ricostruzioni in composito, faccette o corone.
Due sono i gruppi di patologie a carico dello smalto dentale:
1.     IPOPLASIA DELLO SMALTO: clinicamente, presenta macchie biancastre, gessose, oppure pigmentazioni brune.  Può interessare uno o più elementi dentari. Può avere diverse cause: malattie esantematiche, traumi, lesioni periapicali dei denti decidui, eccesso di somministrazione di fluoro, antibiotici come le famigerate tetracicline, alterazioni genetiche, malattie congenite e deficit nutrizionali.
2.     AMELOGENESI IMPERFETTA: in questo caso, la superficie dello smalto appare irregolare: sottile, con bande lineari che interessano la circonferenza della corona, ipocalcificato, a volte praticamente assente, oppure bucherellato e con mammellature.
In tutti i casi, esso risulta facilmente aggredibile dagli acidi della placca, con la conseguente insorgenza di carie. L’origine della malattia è genetica; deficit nutrizionali, traumi, radiazioni, difetti neurologici, sindrome nefrosica, reazioni allergiche, avvelenamento da piombo possono comunque favorirne l’insorgenza.
Nell’amelogenesi imperfetta, si distinguono  3 classi:
-        Ipoplasica: presente sia nella dentizione decidua che in quella permanente; è caratterizzata da carenza di smalto, denti spaziati o in numero alterato, riassorbimenti delle radici o pigmentazioni.
-        Ipomatura: in questa forma lo smalto è gessoso, macchiato, trasparente ai raggi X.  Frequente è la taurodonzia, cioè la presenza di radici più corte del normale.
-        Ipocalcificata: lo smalto appare tenero, rugoso, addirittura assente (dando luogo alla cosiddetta “Agenesia dello smalto”, caratterizzata da colorazione giallo-arancio dei denti e spesso addirittura accompagnata dall’assenza di elementi dentari). 

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Foto: esterno del Guggenheim Museum, New York.

giovedì 4 ottobre 2012

UN RESPIRO PROFUMATO COME NELLE FAVOLE: COMBATTERE L'ALITOSI SI PUO'...


L’alitosi è una patologia, con pesanti risvolti psicologici, che colpisce oltre il 50% degli italiani.
A volte, l’alito pesante può addirittura compromettere i rapporti interpersonali.
Un’alitosi persistente è considerata patologica. Se invece è presente solo il mattino, il problema, le cui cause sono da imputare alla proliferazione di batteri in grado di produrre gas contenenti zolfo, è da considerare transitorio.
Il 90% delle alitosi è correlato con la cavità orale, solo il restante 10% è provocato da cattiva digestione.
La prevenzione e cura di questo problema comincia proprio dal dentista, che potrà intervenire in caso di problemi odontoiatrici o saprà indicare a quale specialista rivolgersi, qualora la causa non sia orale.
Placca batterica, accumulo sulla lingua di residui di cibo e microrganismi, infiammazione gengivale sono le principali cause orali dell’alitosi: un’accurata diagnosi e l’istruzione a una corretta igiene saranno alla base della terapia.
La rimozione della placca batterica deve essere scrupolosa: sulle superfici masticatorie, negli spazi interdentali, sulla lingua, sotto eventuali protesi fisse o mobili.
Possono essere usati collutori e farmaci specifici, in grado principalmente di abbattere la carica batterica. Va assolutamente evitato il “fai da te”: per evitare danni, deve essere il dentista a prescrivere i corretti principi attivi.

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domenica 30 settembre 2012

OTTOBRE E' IL MESE DELLA PREVENZIONE DENTALE


Ottobre è il Mese della Prevenzione Dentale.
Un evento che permette agli italiani di effettuare gratuitamente una visita di controllo fondamentale per la propria salute orale.

Il mio studio aderisce a questa importante iniziativa.
 


Realizzato grazie alla disponibilità dei dentisti ANDI e alla collaborazione di Mentadent – dice il Presidente Nazionale ANDI Gianfranco Prada – il Mese della Prevenzione Dentale è di fatto il primo e forse l’unico programma di prevenzione orale nazionale che permette a tutti i cittadini di effettuare gratuitamente una visita di controllo annuale. 
È attivo ininterrottamente da 32 anni sull’intero territorio nazionale, confermandosi pertanto come il momento fondamentale fra le iniziative di sanità odontoiatrica italiane, occasione importante di contatto tra un’odontoiatria che sappia proporre soluzioni praticabili e di qualità e la popolazione, sempre più disorientata da prospettive incerte.
Mai come in questo momento di crisi economica, infatti, con difficoltà di molti cittadini ad affrontare terapie odontoiatriche, è necessario mantenere alto il livello di impegno, affinché nella popolazione sia ulteriormente compresa l’importanza della prevenzione dentale e dell’intero cavo orale, elemento fondamentale in termini di assistenza primaria, anche relativamente ad altre patologie dell’intero organismo.
 
Per questo, con atto di grande responsabilità di categoria, quest’anno il Mese della Prevenzione Dentale prevede la possibilità di offrire una seconda visita gratuita a sei mesi di distanza dalla prima, presso lo stesso odontoiatra autore del controllo iniziale.”


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Foto dal web.

mercoledì 12 settembre 2012

PERCHE' PREFERIRE GLI IMPIANTI DI QUALITA' A QUELLI LOW COST?

Come ho già riportato in un precedente post, l'implantologia è la branca dell'odontoiatria che permette la sostituzione di denti mancanti con "radici artificiali" in titanio integrate nell'osso mascellare.

E qui sta la chiave di tutto: l’integrazione nell’osso mascellare.
Osteointegrazione significa, infatti, contatto diretto tra impianto (o “fixture”) e osso ricevente.

Proprio per questo, è fondamentale che la qualità dell’impianto sia massima e vanno assolutamente evitati impianti economici.

Usare impianti di qualità significa maggior sicurezza del risultato finale:
· le ditte produttrici di impianti di qualità adeguano continuamente materiali e strutture alle più recenti tecnologie;
· anche dopo anni, è possibile ritrovare la componentistica (viti di collegamento, abutment, ecc.);
· ai pazienti viene consegnata una tessera sulla quale sono riportati lotto e numero di produzione dell’impianto inserito, fondamentali in caso di manutenzione della riabilitazione implantoprotesica.

Altrettanta importanza riveste un corretto protocollo operatorio:
· la massima sterilità dell’impianto, della strumentazione utilizzata e della sala operatoria;
· l’uso di componentistica dedicata;
· il rigoroso rispetto degli steps e delle forze indicati: durante la perforazione dell’osso, durante l’inserimento della “fixture” e, successivamente, nella ricostruzione protesica dell’elemento mancante;
· l’informazione del paziente e il “follow-up” post operatorio.

Queste sono le ragioni per cui, nel nostro studio, vengono utilizzati esclusivamente impianti di qualità e seguite scrupolosamente tutte le procedure operatorie richieste dalle più recenti linee-guida.

Solo così, infatti, possiamo garantire ai nostri pazienti la massima durata della riabilitazione implantoprotesica eseguita.


FOTO: Dopo secoli, le colonne dei templi dell'omonima Valle, in Agrigento, sono ancora in piedi. Per costruirle, avranno usato materiali low cost?

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domenica 2 settembre 2012

IL SORRISO DEI BAMBINI

La cura dei denti è fondamentale per il benessere dei bambini: per questo, il nostro studio dedica loro tanta attenzione.

Non ci occupiamo solo dell’applicazione di apparecchi ortodontici, ma anche, e soprattutto, di prevenzione.


Test salivare, igiene, fluorizzazione, sigillature dei solchi occlusali sono terapie non aggressive ma efficacissime nella salvaguardia della salute orale.
L’applicazione di laser, ozono, fissurotomia e air abrasion permette interventi mirati e conservativi, spesso senza la necessità di anestesia.
Per cure un po’ più impegnative, il nostro studio è dotato di un erogatore computerizzato di anestetico, praticamente indolore.
Per aiutare il rilassamento dei bimbi ansiosi, utilissimo è il protossido di azoto.

Il nostro ruolo più importante è però senz’altro quello di aiutare i nostri piccoli pazienti a non aver timore del dentista.

Per questo, proponiamo loro la terapia come un gioco:

  • Tutte le fasi del trattamento vengono spiegate prima della seduta.
  • Usiamo termini simpatici (“l’elefantino” è l’aspirasaliva, “il vento” lo spray dell’aria, “la sabbia magica” la pasta abrasiva…) per indicare la strumentazione, che i bimbi possono vedere e toccare prima che venga usata.
  • Durante il trattamento, i bambini si distraggono guardando un cartone animato.
  • I più piccoli, alla fine del ciclo di cure, ricevono un regalo.

Siamo orgogliosi di poter affermare che, grazie al nostro impegno, i nostri piccoli pazienti affronteranno sempre in tutta tranquillità le cure dentali.

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Nella foto,io, a due anni, mentre mi lavo i denti (notate la confezione "vintage" di Brylcreem).

mercoledì 4 luglio 2012

UN INGRANAGGIO PERFETTO: L'ARTICOLAZIONE TEMPORO-MANDIBOLARE

Nel corso di tutte le prime visite, nel nostro studio viene eseguita, tra le altre, anche una valutazione gnatologica, al fine di escludere eventuali disordini craniomandibolari (DCM) o temporomandibolari (DTM).

Questi sono un insieme di condizioni cliniche (ad eziopatogenesi multifattoriale) che coinvolgono  i muscoli masticatori, l'articolazione temporo-mandibolare (ATM) e le strutture ad essi associate.

I tre sintomi principali che possono portare alla diagnosi di DCM sono:
▪    Indolenzimento o dolore dei muscoli masticatori;
▪    Alterazione della normale funzione mandibolare;
▪    Rumori articolari.
Oltre a questi, possono essere presenti altri sintomi più o meno specifici, quali: dolore facciale diffuso, cefalea, vertigini, acufeni, ipoacusia, sensazione di ovattamento all’orecchio, cervicalgia.

Si tratta di una patologia molto diffusa: 3 persone su 4 presentano almeno un segno clinico di DCM.
L’età in cui si evidenza un picco di questi disturbi è compresa tra i 20 e i 40 anni.
Le donne ne sono affette 4 volte più degli uomini.

Nella maggior parte dei casi, i DCM hanno un’evoluzione benigna, e non provocano danni irreversibili.
Per questo motivo, solo una piccola percentuale di pazienti necessita effettivamente di terapia. È comunque opportuno, in presenza di dolore o disfunzione, sottoporsi a un controllo specialistico per escludere la presenza di altre patologie che, anche se rare, possono alla lunga risultare invalidanti.
La terapia dei DCM ha, nella maggior parte dei casi, un approccio conservativo/reversibile (informazione e autocontrollo, trattamento cognitivo-comportamentale, fisioterapia, terapia farmacologica, placche occlusali).
In alcuni casi, può essere indicata una terapia di tipo irreversibile (ortodonzia, protesi, chirurgia), che però viene sempre preceduta da trattamenti di tipo reversibile.

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Foto: Fotolia.

venerdì 15 giugno 2012

INCRINATURE, OVVERO LA SINDROME DEL DENTE INCRINATO

La sindrome del dente incrinato è oggi una delle patologie dentali più diffuse.

Caratterizzata dalla percezione di sensibilità al caldo (sintomo tipico dell’infiammazione pulpare), al freddo (tipico dell'ipersensibiltà dentinale), e alla pressione (dolore marcato e improvviso durante la masticazione), è causata da incrinature coinvolgenti lo smalto e la dentina, e, a volte, della polpa, che generano la stimolazione di fibre nervose, soprattutto durante la masticazione.

È più frequente sui molari e può essere conseguenza di un trauma avvenuto durante la masticazione (per esempio, di un nocciolo di oliva) o di una parafunzione (per esempio, digrignamento dei denti oppure serramento durante l’attività sportiva).

Per la diagnosi si possono utilizzare coloranti specifici, o la compressione tra i denti di un frammento di gomma semidura.

Una volta identificata l'incrinatura, è necessario valutarne l'estensione. Molto spesso è necessario ricorrere al trattamento endodontico del dente (la cosiddetta devitalizzazione).

Nel tempo, però, le incrinature possono estendersi e trasformarsi in vere e proprie fratture e destinare l'elemento all'estrazione.


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Foto: La balaustra “incrinata” della casa di Montalbano a Puntasecca (RG).

martedì 17 aprile 2012

BLACK & WHITE: AMALGAMA VS COMPOSITO

Oggi, le otturazioni (metalliche) in amalgama non si eseguono più, sostituite da quelle (bianche) in composito.

Le cause principali di questo abbandono?
Il rilascio di mercurio da parte dell'amalgama e la scarsa estetica dei manufatti eseguiti con questo materiale.

Ma quali sono pregi e difetti di amalgama e composito?

AMALGAMA:
E’ un metallo: come tale, in presenza di alte temperature (per esempio, quando mangiamo un cibo caldo), si espande, provocando dannosissime incrinature e crepe del dente.
E’ poco estetica. Anzi, se non lucidata, è proprio brutta!
E’ difficilmente riparabile.
Provoca fenomeni di scambio ionico (bimetallismo) con altri metalli presenti in bocca.
Come già detto, rilascia mercurio (l’OMS riporta che la maggior parte del mercurio presente negli organi del corpo umano deriva da queste otturazioni).  
Rimane comunque il materiale per otturazione più duraturo: negli ultimi due secoli, ha salvato moltissimi denti.

COMPOSITO:
E’ una resina: non si espande, anzi, tende a contrarsi, riducendo il rischio di frattura del dente.
E’ estetico: può mimetizzarsi perfettamente con le pareti del dente.
E’ riparabile, in maniera molto semplice.
Non rilascia sostanze nocive per la salute.
Ha una durata inferiore a quella dell’amalgama. Ma i suoi pregi, nel complesso, sono molto superiori.


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mercoledì 11 aprile 2012

BRRR!!! CHE SENSIBILE! CHE COS'E' L'IPERSENSIBILITA' DENTINALE

L’ipersensibilità dentinale (detta comunemente sensibiltà ai denti) è una delle patologie odontoiatriche più diffuse. Anche in assenza di carie, essa provoca fastidio quando si assumono alimenti molto caldi o molto freddi, oppure sostanze acide o dolci. 

L’ipersensibilità dentinale può colpire persone di tutte le età. In alcuni casi può essere così elevata da impedire lo spazzolamento dei denti, causando un peggioramento dello stato infiammatorio della gengiva, con conseguente retrazione e incremento dei sintomi.

Le principali cause di ipersensibilità dentinale sono le seguenti: lo smalto che copre la corona del dente e il cemento che protegge la radice non si giustappongono, lasciando scoperta una zona molto sensibile; con il passare degli anni la gengiva tende fisiologicamente a retrarsi, scoprendo parti sensibili del dente; infiammazione cronica delle gengive che, se non curata, provoca danni tissutali; tecniche di spazzolamento inadeguate, o uso di dentifrici troppo aggressivi, con conseguente abrasione dello smalto;
interventi di chirurgia parodontale; assunzione di cibi acidi; digrignamento dei denti; reflusso gastroesofageo o vomito frequente.

Già dai primi sintomi, è consigliabile recarsi dall’odontoiatra per una visita di controllo.

Vanno controllati l’alimentazione (attenzione ai cibi acidi: non lavate immediatamente i denti dopo averli assunti!), l’igiene orale (pulite sistematicamente i denti usando uno spazzolino di durezza media),  le parafunzioni (il digrignamento o il serramento dei denti).
 
Il vostro dentista potrà ridurre il fastidio mediante l’applicazione di prodotti specifici, solitamente a base di fluoro, oppure con l’utilizzo del laser, il cui raggio “occlude” i tubuli dentinali, nei quali sono racchiuse le fibre nervose del dente.


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www.drvaleriaderossi.it ?

lunedì 6 febbraio 2012

CONOSCIAMO MEGLIO IL NOSTRO SORRISO: CLASSI E SUPERFICI DEI DENTI

Nella dentatura esistono quattro classi, che suddividono i denti in base a forma e funzione:

- incisivi: otto denti, situati anteriormente, che incidono e tagliano il cibo;
- canini: quattro denti appuntiti, situati lateralmente agli incisivi, che hanno la funzione di afferrare e trattenere il cibo;
- premolari: otto denti, situati anteriormente ai molari, che combinano le funzioni di canini e molari; non sono presenti nella serie decidua;
molari: otto denti nei decidui e dodici nei permanenti; sono situati posteriormente e svolgono la maggior parte del lavoro nella masticazione e la triturazione del cibo.

Ogni dente ha più superfici:

- mesiale: è la superficie diretta verso la linea mediana, linea ideale che passa tra gli incisivi centrali.
- distale: è la superficie opposta alla mesiale, quella che si allontana dalla linea mediana.
- occlusale: è la superficie che va  a contatto con i denti dell’arcata antagonista.
- vestibolare: rivolta verso le guance e le labbra; quando sorridiamo, mostriamo la superficie vestibolare dei denti anteriori.
- palatina: è la superficie opposta alla vestibolare, quella rivolta verso il palato, nell’arcata superiore.
linguale: è la superficie opposta alla vestibolare, quella rivolta verso la lingua, nell’arcata inferiore.


Sul mio sito
potete trovare 
alcune immagini esplicative.

domenica 22 gennaio 2012

CONOSCIAMO MEGLIO IL NOSTRO SORRISO: NUMERIAMO I DENTI

La numerazione dei denti è un argomento di grande interesse: si tratta della ricerca che più spesso porta i pazienti di tutta Italia (e non solo) a conoscere il mio sito.

All'interno della pagina web, infatti, potete trovare la spiegazione di come i denti vengano convenzionalmente numerati e avere un'idea più chiara di ciò che vi è stato proposto per la cura del vostro sorriso.

Per arrivare al  "paragrafo", seguite:
SERVIZI > PER SAPERNE DI PIU '> NUMERAZIONE DEI DENTI.


Ecco come i denti vengono numerati:

Si immagina la bocca vista di fronte da un esaminatore.

Le arcate vengono idealmente suddivise in "quadranti" dalla linea mediana (la linea ideale che passa tra i due incisivi centrali) e dal piano che passa tra le arcate.

La prima cifra indica il quadrante, la seconda il dente all'interno del quadrante.

I quadranti superiori sono contrassegnati con i numeri 1
(alla destra del paziente) e 2 (alla sinistra del paziente).
Gli inferiori sono contrassegnati con i numeri 3 (alla sinistra
del paziente) e 4 (alla destra del paziente).
Questo per i denti definitivi.

Per i decidui, i numeri dei quadranti sono, nell'ordine, il 5, il 6, il 7 e l'8.

I denti permanenti vengono numerati, in ciascun quadrante, dall'1 all'8, partendo dall'incisivo centrale e procedendo via via fino al terzo molare (dente del giudizio).

I denti decidui sono invece numerati, con la stessa progressione, dall'1 al 5.

La numerazione dei denti è un argomento di grande interesse: si tratta della ricerca che più spesso porta i pazienti di tutta Italia (e non solo) a conoscere il mio sito.

All'interno della pagina web, infatti, potete trovare la spiegazione di come i denti vengano convenzionalmente numerati e avere un'idea più chiara di ciò che vi è stato proposto per la cura del vostro sorriso.

Per arrivare al  "paragrafo", seguite:
SERVIZI > PER SAPERNE DI PIU '> NUMERAZIONE DEI DENTI.


Ecco come i denti vengono numerati:

Si immagina la bocca vista di fronte da un esaminatore.

Le arcate vengono idealmente suddivise in "quadranti" dalla linea mediana (la linea ideale che passa tra i due incisivi centrali) e dal piano che passa tra le arcate.

La prima cifra indica il quadrante, la seconda il dente all'interno del quadrante.

I quadranti superiori sono contrassegnati con i numeri 1
(alla destra del paziente) e 2 (alla sinistra del paziente).
Gli inferiori sono contrassegnati con i numeri 3 (alla sinistra
del paziente) e 4 (alla destra del paziente).
Questo per i denti definitivi.

Per i decidui, i numeri dei quadranti sono, nell'ordine, il 5, il 6, il 7 e l'8.

I denti permanenti vengono numerati, in ciascun quadrante, dall'1 all'8, partendo dall'incisivo centrale e procedendo via via fino al terzo molare (dente del giudizio).

I denti decidui sono invece numerati, con la stessa progressione, dall'1 al 5.


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domenica 8 gennaio 2012

L'IGIENE E' FONDAMENTALE

La sicurezza del paziente è, per il nostro studio, una fondamentale priorità.
Ciò significa che noi applichiamo tutti i protocolli atti ad abbattere la carica batterica e a eliminare ogni possibilità di infezione crociata.
Un quesito che ci viene frequentemente posto riguarda appunto tali protocolli.
Per rispondere a questa domanda, ecco una breve carrellata su
STERILIZZAZIONE E DISINFEZIONE NEL NOSTRO STUDIO DENTISTICO:
• Tutta la strumentazione, prima dell’utilizzo, subisce un lungo e completo  ciclo di sterilizzazione.
• Nei rari casi in cui non sia tecnicamente possibile sterilizzare, è obbligatoria la disinfezione con sostanze di riconosciuta efficacia.
• Viene fatto larghissimo utilizzo di materiale monouso: aspiratori, bicchieri, telini, rulli salivari, ecc.
• Prima di entrare nello studio, tutti i pazienti indossano dei calzari chirurgici per abbattere la carica batterica proveniente dall’esterno e salvaguardare l’igiene dello studio.
• Per prevenire la diffusione di germi, sono a disposizione dei nostri pazienti sia salviettine umidificate sia disinfettante per le mani.
COME VIENE ESEGUITA LA STERILIZZAZIONE DEI NOSTRI STRUMENTI?
Il primo passaggio consiste nell’immersione degli strumenti in una soluzione disinfettate, al fine di abbattere immediatamente la carica batterica. 
Essi vengono successivamente posti all’interno di un’apparecchiatura di ultima generazione, in grado di eseguire con la massima sicurezza e precisione tutti i passaggi che precedono la sterilizzazione: disinfezione, pulizia dai residui organici mediante ultrasuoni, lavaggio e asciugatura.
Dopo essere stati ispezionati singolarmente a forte ingrandimento, i dispositivi vengono imbustati e ricontrollati un’ultima volta prima della chiusura della busta.
La busta è sigillata, siglata con data di sterilizzazione e di scadenza, codificata per una più sicura verifica della validità.
Gli strumenti vengono quindi inseriti nell’autoclave per il ciclo di sterilizzazione.
Gli strumenti sterilizzati sono infine riposti nei cassetti o posti su trays.
N.B.: Nel nostro studio sono operative due autoclavi di ultima generazione, il cui funzionamento è regolarmente monitorato e registrato.
COME AVVIENE LA DISINFEZIONE DEL NOSTRO STUDIO?
Le superfici di appoggio vengono prima deterse, poi disinfettate e successivamente coperte con fogli monouso o con trays.
Le parti che saranno toccate dagli operatori sono ricoperte con pellicola monouso: lampada del riunito, zona d’appoggio dei manipoli, poggiatesta della poltrona, ecc.
I pavimenti vengono quotidianamente igienizzati con soluzioni altamente disinfettanti. Ciò avviene anche per i sanitari. In particolare, il WC è dotato di una particolare copertura rotante che si rinnova automaticamente a ogni utilizzo.
Esiste infine un calendario per la disinfezione periodica di pareti, porte, finestre e interno di tutti i  mobili. 
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Foto: Fotolia