questo post lo dedico a te, che sei forse l'unica lettrice delle rare escursioni "culturali" in questo blog.
E mi auguro che le nostre amiche Anto e Raffaella non me ne vogliano.
Sono passati ormai oltre due mesi dalla nostra visita alla mostra "Verso Monet", organizzata a Verona da "Linea d'ombra".
La mostra sta per chiudere (riaprirà quanto prima a Vicenza).
Eppure, io ho ancora negli occhi e nel cuore le emozioni che alcune delle opere esposte mi hanno dato...

Vincent Van Gogh
"L'ULIVETO"
1889
(particolare)
Ero già uscita dal circuito della mostra, quella sera, ma ho pregato la signorina dello staff di lasciarmi rivedere un'ultima volta questo dipinto.
Perché, da esso, proprio non riuscivo a separarmi.
Non c'è niente da fare: Vincent mi coinvolge sempre più di chiunque altro.
Sono passati ormai oltre due mesi dalla nostra visita alla mostra "Verso Monet", organizzata a Verona da "Linea d'ombra".
La mostra sta per chiudere (riaprirà quanto prima a Vicenza).
Eppure, io ho ancora negli occhi e nel cuore le emozioni che alcune delle opere esposte mi hanno dato...
Li voglio fissare nella memoria, i quadri che mi hanno maggiormente colpita.
E lo faccio nel modo che mi è più congeniale: riportando la mia personale "classifica" in un post.
Incomincio dal mio favorito, e vado a scalare con gli altri:
Incomincio dal mio favorito, e vado a scalare con gli altri:

Vincent Van Gogh
"L'ULIVETO"
1889
(particolare)
Ero già uscita dal circuito della mostra, quella sera, ma ho pregato la signorina dello staff di lasciarmi rivedere un'ultima volta questo dipinto.
Perché, da esso, proprio non riuscivo a separarmi.
Non c'è niente da fare: Vincent mi coinvolge sempre più di chiunque altro.
Le pennellate sofferte, i vortici delle foglie, i tronchi nodosi mi ipnotizzavano, trascinandomi nell'angoscia del pittore...
Ma i blu, i verdi sembravano scelti per placare quest'ansia.
Ma i blu, i verdi sembravano scelti per placare quest'ansia.
E le striature chiare, dorate e (forse) rosate, mi dicevano che, in fondo al tunnel, ci può essere la luce.
Bene hanno fatto, i curatori, a eleggere questo dipinto a icona della mostra.
Perché è splendido: solare, luminoso, rasserenante.
Una luce colorata, quasi estiva, si riflette sulle tegole e sulla vegetazione.
All'orizzonte, vele bianche sulle onde che sfumano dal verde al blu.
Non so perché, ma le ombre dei due camini hanno attirato immediatamente la mia attenzione: forse volevano dirmi che l'immagine è pomeridiana.
Ho sentito familiare questo scorcio.
E mi ha colto una struggente nostalgia della Francia e del suo mare.
Paul Gauguin
"NEVE A VAUGIRARD"
1879
(particolare)
Il terzo posto spetterebbe di diritto a un piccolissimo disegno di Rembrandt "VEDUTA DI HAARLEM CON LA TENUTA DI SAXENBURG IN PRIMO PIANO" - 1650/1651: poco più di una linea orizzontale su una carta macchiata dal tempo. Che non definisce nulla. Ma dice tutto...
Purtroppo, non ho trovato traccia leggibile di quest'opera in alcun luogo virtuale.
Per questo, ho dovuto ripiegare (si fa per dire) sul paesaggio innevato di Paul Gauguin.
Dove i tronchi neri degli alberi spogli spiccano sopra un mondo bianco e ovattato.
Jacob van Ruisdael
"VEDUTA DI ALKMAAR"
1670/1675 circa
(particolare)
Modernissima inquadratura dell'Olanda, quasi da manuale di fotografia.
Tanto cielo, mosso da nubi parzialmente illuminate dall'alto.
Sotto, bassissima, la pianura marezzata dall'ombra delle nuvole.
Ma c'è un particolare che voglio farti notare, Nadia: la ripresa dall'alto non può essere che una finzione. Sono stata da poco in quelle zone, e, a meno che tu non salga su un elicottero (che nel 1670 non era ancora disponibile), non vedi altro che la siepe davanti a te...
A conferma che, nel paesaggio, vero e falso possono convivere.
Edgar Degas
"CASE AI PIEDI DI UNA SCOGLIERA"
(Saint-Valery-sur-Somme)
1896/1898
(particolare)
Non azzardarti a chiedermi, Nadia, perché io abbia scelto questo dipinto, così lontano dai miei schemi abituali: un'immagine sui toni del rosa (colore che odio), e in cui siano state contraffatte (abominio!) le disposizioni dei quartieri.
Ti risponderei che non lo so.
Questi sono i misteri, meravigliosi, dell'arte.
Un abbraccio.
Valeria
P.S.: C'è un'ottima ragione, cara Prof, se ho utilizzato per il titolo il "SAN GIORGIO MAGGIORE AL CREPUSCOLO" di Monet.
Perché è la locandina della mostra di Vicenza.
Ma, come ben sai, non sarà quello il nostro prossimo appuntamento: a Bologna, dall'8 febbraio, ci aspetta "LA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA"...
Paul Gauguin
"NEVE A VAUGIRARD"
1879
(particolare)
Il terzo posto spetterebbe di diritto a un piccolissimo disegno di Rembrandt "VEDUTA DI HAARLEM CON LA TENUTA DI SAXENBURG IN PRIMO PIANO" - 1650/1651: poco più di una linea orizzontale su una carta macchiata dal tempo. Che non definisce nulla. Ma dice tutto...
Purtroppo, non ho trovato traccia leggibile di quest'opera in alcun luogo virtuale.
Per questo, ho dovuto ripiegare (si fa per dire) sul paesaggio innevato di Paul Gauguin.
Dove i tronchi neri degli alberi spogli spiccano sopra un mondo bianco e ovattato.
Jacob van Ruisdael
"VEDUTA DI ALKMAAR"
1670/1675 circa
(particolare)
Modernissima inquadratura dell'Olanda, quasi da manuale di fotografia.
Tanto cielo, mosso da nubi parzialmente illuminate dall'alto.
Sotto, bassissima, la pianura marezzata dall'ombra delle nuvole.
Ma c'è un particolare che voglio farti notare, Nadia: la ripresa dall'alto non può essere che una finzione. Sono stata da poco in quelle zone, e, a meno che tu non salga su un elicottero (che nel 1670 non era ancora disponibile), non vedi altro che la siepe davanti a te...
A conferma che, nel paesaggio, vero e falso possono convivere.
Edgar Degas
"CASE AI PIEDI DI UNA SCOGLIERA"
(Saint-Valery-sur-Somme)
1896/1898
(particolare)
Non azzardarti a chiedermi, Nadia, perché io abbia scelto questo dipinto, così lontano dai miei schemi abituali: un'immagine sui toni del rosa (colore che odio), e in cui siano state contraffatte (abominio!) le disposizioni dei quartieri.
Ti risponderei che non lo so.
Questi sono i misteri, meravigliosi, dell'arte.
Un abbraccio.
Valeria
P.S.: C'è un'ottima ragione, cara Prof, se ho utilizzato per il titolo il "SAN GIORGIO MAGGIORE AL CREPUSCOLO" di Monet.
Perché è la locandina della mostra di Vicenza.
Ma, come ben sai, non sarà quello il nostro prossimo appuntamento: a Bologna, dall'8 febbraio, ci aspetta "LA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA"...
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