martedì 4 febbraio 2014

LINEA D'OMBRA: "VERSO MONET". CIBO PER L'ANIMA.

Cara Nadia,

questo post lo dedico a te, che sei forse l'unica lettrice delle rare escursioni "culturali" in questo blog.
E mi auguro che le nostre amiche Anto e Raffaella non me ne vogliano.

Sono passati ormai oltre due mesi dalla nostra visita alla mostra "Verso Monet", organizzata a Verona da "Linea d'ombra".
La mostra sta per chiudere (riaprirà quanto prima a Vicenza).
Eppure, io ho ancora negli occhi e nel cuore le emozioni che alcune delle opere esposte mi hanno dato...

Li voglio fissare nella memoria, i quadri che mi hanno maggiormente colpita.
E lo faccio nel modo che mi è più congeniale: riportando la mia personale "classifica" in un post.

Incomincio dal mio favorito, e vado a scalare con gli altri:





Vincent Van Gogh
"L'ULIVETO" 
1889
(particolare)

Ero già uscita dal circuito della mostra, quella sera, ma ho pregato la signorina dello staff di lasciarmi rivedere un'ultima volta questo dipinto.
Perché, da esso, proprio non riuscivo a separarmi.

Non c'è niente da fare: Vincent mi coinvolge sempre più di chiunque altro.
Le pennellate sofferte, i vortici delle foglie, i tronchi nodosi mi ipnotizzavano, trascinandomi nell'angoscia del pittore...

Ma i blu, i verdi sembravano scelti per placare quest'ansia.
E le striature chiare, dorate e (forse) rosate, mi dicevano che, in fondo al tunnel, ci può essere la luce.



Claude Monet
"LA CASA DEL PESCATORE SUGLI SCOGLI A VARENGEVILLE"
1882
(particolare)

Bene hanno fatto, i curatori, a eleggere questo dipinto a icona della mostra.
Perché è splendido: solare, luminoso, rasserenante.

Una luce colorata, quasi estiva, si riflette sulle tegole e sulla vegetazione.
All'orizzonte, vele bianche sulle onde che sfumano dal verde al blu.

Non so perché, ma le ombre dei due camini hanno attirato immediatamente la mia attenzione: forse volevano dirmi che l'immagine è pomeridiana.

Ho sentito familiare questo scorcio.
E mi ha colto una struggente nostalgia della Francia e del suo mare.


Paul Gauguin
"NEVE A VAUGIRARD"
1879
(particolare)

Il terzo posto spetterebbe di diritto a un piccolissimo disegno di Rembrandt "VEDUTA DI HAARLEM CON LA TENUTA DI SAXENBURG IN PRIMO PIANO" - 1650/1651: poco più di una linea orizzontale su una carta macchiata dal tempo. Che non definisce nulla. Ma dice tutto...

Purtroppo, non ho trovato traccia leggibile di quest'opera in alcun luogo virtuale.
Per questo, ho dovuto ripiegare (si fa per dire) sul paesaggio innevato di Paul Gauguin.
Dove i tronchi neri degli alberi spogli spiccano sopra un mondo bianco e ovattato.


Jacob van Ruisdael
"VEDUTA DI ALKMAAR"
1670/1675 circa
(particolare)

Modernissima inquadratura dell'Olanda, quasi da manuale di fotografia.
Tanto cielo, mosso da nubi parzialmente illuminate dall'alto.
Sotto, bassissima, la pianura marezzata dall'ombra delle nuvole.

Ma c'è un particolare che voglio farti notare, Nadia: la ripresa dall'alto non può essere che una finzione. Sono stata da poco in quelle zone, e, a meno che tu non salga su un elicottero (che nel 1670 non era ancora disponibile), non vedi altro che la siepe davanti a te...
A conferma che, nel paesaggio, vero e falso possono convivere.


Edgar Degas
"CASE AI PIEDI DI UNA SCOGLIERA" 
(Saint-Valery-sur-Somme)
1896/1898
(particolare)

Non azzardarti a chiedermi, Nadia, perché io abbia scelto questo dipinto, così lontano dai miei schemi abituali: un'immagine sui toni del rosa (colore che odio), e in cui siano state contraffatte (abominio!) le disposizioni dei quartieri.
Ti risponderei che non lo so.

Questi sono i misteri, meravigliosi, dell'arte.

                                              Un abbraccio.

                                                            Valeria


P.S.: C'è un'ottima ragione, cara Prof, se ho utilizzato per il titolo il "SAN GIORGIO MAGGIORE AL CREPUSCOLO" di Monet.
Perché è la locandina della mostra di Vicenza.

Ma, come ben sai, non sarà quello il nostro prossimo appuntamento: a Bologna, dall'8 febbraio, ci aspetta "LA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA"...

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sabato 1 febbraio 2014

"LA TORTA DEL NONNO", OVVERO LA TORTA ALLO YOGURT DA "NIGELLISSIMA"

Diventare nonni è un'esperienza speciale.
Ne sa qualcosa il mio paffutello che, negli ultimi tempi, vive in adorazione del nuovo arrivato...

La prima torta che ho fatto dopo la nascita del nostro meraviglioso nipotino era volutamente semplice, ma è piaciuta a tutti moltissimo.

In particolare a nonno Andrea.
Tanto che, alla fine, è diventata "la torta del nonno".

La ricetta è semplicissima.
L'ho presa da "Nigellissima" e, come mia abitudine, modificata leggermente.

Vi consiglio di tenere da parte e lavare un paio di barattolini da yogurt: puliti, sono comodissimi per misurare gli ingredienti!

"LA TORTA DEL NONNO"

CHE COSA SERVE?

- 3 uova
- 250 gr. di zucchero (2 barattolini)
- 125 gr. di yogurt bianco (1 barattolino)
- 150 ml. di olio di riso (1 barattolino)
- 175 gr. (2 barattolini) di farina 00
- 75 gr. (1 barattolino) di amido di mais
- i semi di 1/3 di baccello di vaniglia
- la buccia grattugiata di 1/2 limone
- 2 cucchiai di latte
- 1 bustina di lievito vanigliato
- sale
- zucchero a velo
(tra parentesi, nel procedimento, il numero dei barattolini da utilizzare)


COME FACCIO?

1. PRERISCALDO il forno (ventilato) a 180°C.

2. MONTO A NEVE le 3 chiare d'UOVO.

3. FRULLO bene lo YOGURT (1) con i TUORLI, il LATTE e lo ZUCCHERO (2).

4. UNISCO l'OLIO (1), la VANIGLIA, la buccia grattugiata del LIMONE e frullo ancora.

5. AGGIUNGO un po' alla volta, sempre mescolando e dopo averli setacciati, la FARINA (2), l'AMIDO DI MAIS (1) e il LIEVITO VANIGLIATO.

6. UNISCO infine gli ALBUMI montati a neve e MESCOLO delicatamente con una spatola in silicone, muovendola dal basso verso l'alto.

7. VERSO l'impasto in uno STAMPO piuttosto alto, del diametro di circa 22 cm, imburrato e infarinato.

8. CUOCIO per 45 minuti, o fino a quando il cake tester o uno stuzzicadenti, inseriti nella torta, ne usciranno puliti.

9. LASCIO RAFFREDDARE per 10 minuti il dolce sopra una griglia, lasciandolo nello stampo.

10. ROVESCIO la torta sulla griglia e la faccio raffreddare completamente, prima di servirla su un piatto da portata, spolverizzata con zucchero a velo.

SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA **

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sabato 25 gennaio 2014

PROFUMI E SAPORI D'ALTRI TEMPI: IL CASTAGNACCIO DE "LA CUCINA ITALIANA"

La ricetta è della mia rivista preferita, "La Cucina Italiana".

Ho però modificato le quantità indicate per dar fondo a un sacchetto di farina di castagne da 500 gr.
Inoltre, ho ridotto l'uvetta (che in famiglia piace a pochi), aumentato i pinoli (che adoriamo) e utilizzato olio di riso al posto di quello d'oliva.

Il risultato?
Un profumo e un sapore d'altri tempi...

Grazie, "La Cucina Italiana"!

 "IL CASTAGNACCIO"

CHE COSA SERVE?
- 500 gr. di farina di castagne
- 75 gr. di zucchero semolato
- 50 gr. di uvetta
- 50 gr. di pinoli
- un rametto (piccolo) di rosmarino
- 4 cucchiai di olio di riso (corrispondenti a circa 60 gr.)
- un po' di olio per ungere la teglia
- 1 litro circa di acqua fredda (metà dell'acqua può essere sostituita con latte)
- sale


COME FACCIO?

1. METTO IN AMMOLLO l'UVETTA circa mezz'ora prima di utilizzarla.

2. PRERISCALDO il forno (ventilato) a 200°C.

3. MESCOLO nella planetaria: FARINA di CASTAGNE, OLIO di RISO, ZUCCHERO, SALE, ACQUA (deve risultare un impasto abbastanza liquido e senza grumi).

4. SPENNELLO con OLIO di RISO o d'OLIVA una PIROFILA del diametro di cm. 28.

5. VERSO il composto nella teglia e aggiungo l'UVETTA strizzata, metà dei PINOLI e la foglie di ROSMARINO.

6. INFORNO e cuocio per 10 minuti circa. Trascorso questo tempo, DISTRIBUISCO sulla superficie del castagnaccio i PINOLI rimasti.

7. CONTINUO LA COTTURA per altri 35 minuti circa (totale 45 minuti).

SODDISFAZIONE ***
PAZIENZA*

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giovedì 16 gennaio 2014

LA TORTA ALL'ARANCIA DELLA NONNA ANNAMARIA E IL CONTEST DE "LA CUCINA ITALIANA"... PER UNA BUONA, ANZI, UN'OTTIMA CAUSA


ADORO LA CUCINA ITALIANA.
ADORO ANCHE "LA CUCINA ITALIANA".

E così, a furia di curiosare nel sito e tra i post della pagina Facebook di questa splendida rivista, ho trovato l'unico contest a cui abbia mai desiderato aderire: quello legato alle "Arance della salute" dell'AIRC.

Unire le nostre forze per combattere il cancro (e non solo...) è sicuramente fondamentale: per questo, sono felice di partecipare e, magari, di poter dare una mano!


Partecipo al concorso riproponendo, con qualche lieve variante (e moltissima soddisfazione), la mitica ricetta de 

“LA TORTA ALL’ARANCIA DELLA NONNA ANNAMARIA”

CHE COSA SERVE? 

Per l'impasto: 
- 150 gr. di farina
- 90 gr. di zucchero
- 70 gr. di burro
- 2 uova intere 
- la buccia grattugiata di un'arancia
- il succo di un'arancia
- un poco di Cointreau
- una bustina di lievito
- un pizzico di sale
- un po' di latte

Per inzuppare e guarnire:

- il succo di una o due arance
- circa 90 gr. di zucchero
- alcune fettine di arancia

 
COME FACCIO?

1. PRERISCALDO il forno ventilato a 160°C.

2. SBATTO i TUORLI con lo ZUCCHERO. 
 
3. AGGIUNGO il BURRO ammorbidito e, di seguito, il COINTREAU, il SALE, la buccia grattugiata e il succo dell'ARANCIA. Frullo ancora.

4. SETACCIO la FARINA con il LIEVITO e li unisco al composto, continuando a frullare. Se necessario, aggiungo qualche cucchiaiata di latte.

5. MONTO a neve gli ALBUMI e li incorporo al composto con delicati movimenti verticali.

6. VERSO l'impasto in una tortiera (diametro 24 cm.), imburrata e infarinata o coperta di carta forno.

7. INFORNO e CUOCIO per circa 30 minuti.

8. TRASFERISCO il dolce, appena sfornato e ancora caldo, su un piatto da portata.

9. SCIOLGO bene 90 gr. di ZUCCHERO nel succo di una o due ARANCE (dipende, naturalmente, dalle dimensioni di queste ultime).

10. VERSO il succo zuccherato sulla torta, aiutandomi con un pennello e impregnandola bene. Perché il dolce sia sufficientemente inzuppato, la spremuta deve fuoriuscire dalla base della torta e riempire il piatto da portata (Ma non preoccupatevi! Se sollevate il dolce con una paletta, in breve il succo verrà riassorbito!).

11. FACCIO RAFFREDDARE il tutto e GUARNISCO con sottilissime fette d'ARANCIA (eventualmente spolverizzate con un po' di ZUCCHERO SEMOLATO).

SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA ***


... e sono certa che la nonna Annamaria sarebbe orgogliosa di vedere la propria ricetta proposta per l'AIRC!!!
 

sabato 4 gennaio 2014

E ADESSO... RIMETTIAMOCI (GRADUALMENTE) IN RIGA!!! IL CRUMBLE DI MELE

Nei giorni scorsi, ho comprato una nuova pesapersone, perché ritenevo che la vecchia bilancia fornisse valori in eccesso.
Ieri ho trovato il coraggio di pesarmi: PANICO!!!
Nonostante la sostituzione, il numero dei chilogrammi è vertiginosamente salito (quasi quasi ritorno a usare la pesapersone precedente).

Ergo: d’ora in poi, si sospendono i cibi “maialosi”.
Il cucinare per il mio blog ha però abituato me e la mia famiglia a mangiare  cose buone quale dessert posso fare per la riunione del week-end?

Pensavo di proporre un “CRUMBLE DI MELE”

L’ho preparato per la prima volta  qualce tempo fa, in onore di Isabella, un’amica vegana (in questo caso, non ho usato burro, bensì margarina).
E l’ho trovato ottimo!
Se non ci trovassimo in un periodo non-postnatalizio, il “CRUMBLE” potrebbe essere accompagnato da una pallina di gelato alla vaniglia, che potrei fare con il Bimby e la mia nuova gelatiera KitchenAid.
E se il gelato non riuscisse?
Vabbè, potrei comprarlo in gelateria o servire il CRUMBLE senza accompagnamento: è ugualmente ottimo!!!

 “IL CRUMBLE DI MELE”
(ricetta Bimby)

CHE COSA SERVE?
Per la base:
-4/5 mele renette pelate e tagliate a fette
-1 noce di burro
- i semi di ½ baccello di vaniglia
- un cucchiaino (5 gr.) di cannella in polvere
- un cucchiaio (15 gr.) di zucchero
- un cucchiaio (10 ml.) d’acqua

Per il “crumble”:
- 100 gr. di burro ben freddo tagliato a pezzetti
- 100 gr. di zucchero
- 150 gr. di farina 00
- 1 pizzico di sale

A piacere:
- gelato alla vaniglia
- caramello, sciroppo di acero, ecc.
- zucchero a velo

COME FACCIO?

1. PRERISCALDO il forno a 180° (ventilato).

2. UNGO con un poco di BURRO una pirofila quadrata (lato 20/22 cm), e poi la SPOLVERIZZO con la FARINA.  In alternativa, posso usare delle COCOTTINE monoporzione.

3. IN UNA PADELLA antiaderente piuttosto grande, sciolgo una noce di BURRO. AGGIUNGO le MELE, i semi di VANIGLIA, l’ACQUA, lo ZUCCHERO e la CANNELLA. FACCIO CUOCERE MESCOLANDO CONTINUAMENTE fino a quando le mele non saranno abbastanza morbide.

4. Nel frattempo, nel BIMBY, unisco la FARINA setacciata, il SALE, il BURRO e lo ZUCCHERO. Frullo per 10 secondi, velocità 6. L’impasto deve rimanere “bricioloso”.

5. NELLA PIROFILA (o nelle COCOTTINE) stendo uno strato di mele, sul quale DISTRIBUISCO IL “CRUMBLE”.

6. INFORNO e LASCIO CUOCERE per circa 60 minuti (o fino a quando, inserendo nell’impasto uno stecchino, quest’ultimo non uscirà pulito e asciutto).

7. SERVO il “CRUMBLE” tiepido, eventualmente accompagnato da una PALLINA DI GELATO ALLA VANIGLIA e GUARNITO con decori di CARAMELLO, di SCIROPPO DI ACERO, ZUCCHERO A VELO, ecc.

E' possibile prepararlo il giorno prima e riscaldarlo al momento.

SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA *

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martedì 31 dicembre 2013

UN DOLCE BUONISSIMO PRIMA DI RIMETTERCI IN RIGA: LA TORTA DI NOCCIOLE DELLE LANGHE CON ZABAIONE AL MOSCATO (RICETTA DE " LA CUCINA ITALIANA")

Domani è un nuovo anno...

Leggo in giro posts nostalgici (o arrabbiati con il tempo che è passato), e pieni di speranza (o disillusi) per quello che deve ancora venire.
E mi sento una "zombie" perché, come al solito, non avverto alcuno stacco tra l'anno in corso e quello successivo.

C'è però un proposito che non manca mai, il 31 dicembre: dal 2 gennaio mi metterò in dieta ferrea.
La cosa, poi, regolarmente non accade.
Ma la promessa mi consente di prepararmi per domani, e senza sensi di colpa, l'ultimo dolce "maialoso" di queste feste:


LA TORTA DI NOCCIOLE DELLE LANGHE
CON ZABAIONE AL MOSCATO
(ricetta "La Cucina Italiana" + Bimby)

CHE COSA SERVE?
Per la torta:
- 250 gr. di nocciole sgusciate e tostate
- 200 gr. di zucchero
- 4 tuorli
- 6 albumi
- un pizzico di sale


Per lo zabaione:
(ricetta Bimby)
- 4 tuorli
- 80 gr. di vino moscato
- 80 gr. di zucchero

COME FACCIO?
Per la torta:
1. PRERISCALDO il forno a 170°C (ventilato).
2. MONTO a neve ben soda gli ALBUMI con 50 gr. di ZUCCHERO.
3. FRULLO le NOCCIOLE insieme al rimanente ZUCCHERO (attenzione a non frullare troppo le nocciole!!! Se rilasciano l'olio, è poi difficile avere un buon impasto e una buona lievitazione).
4. MESCOLO le NOCCIOLE e lo ZUCCHERO con i TUORLI e un pizzico di SALE.
5. INCORPORO delicatamente gli ALBUMI montati a neve.
6. IMPASTO delicatamente.
7. VERSO in una tortiera da 24 cm., ricoperta di carta forno.
8. INFORNO e CUOCIO per 40 minuti circa.
9. SERVO con lo ZABAIONE al vino moscato.

Per lo zabaione:
1. POSIZIONO la FARFALLA.
2. VERSO i TUORLI a temperatura ambiente con lo ZUCCHERO, 5 minuti, 37°C, celocità 3.
3. UNISCO il VINO MOSCATO, 7 minuti, 70°C, velocità 3.
4. VERSO nelle coppette e SERVO insieme alla torta.

SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA***

FELICE 2014!!!

domenica 29 dicembre 2013

UN RINGRAZIAMENTO E UN REGALO PER VOI... CON L'AUGURIO DI UN FELICE 2014!!!

Eccoci qui: l'anno sta per finire.
Lo so che è scontato, ma è tempo di bilanci.

"PANE PER I TUOI DENTI" mi ha dato un sacco di soddisfazioni.

D'accordo, non sono certo a livelli internazionali, ma l'aver superato i 600 700 "MI PIACE" su Facebook e l'aver raggiunto il ragguardevole numero di 482 visualizzazioni il 23 dicembre sono gratificazioni non da poco.
E poi, due premi, la pubblicazione della mia ricetta sul sito di Nigella, il mio post sulla pagina FB de "La Cucina Italiana" (guarda caso, il 23 dicembre!)...

Le soddisfazioni più grandi, però, me le danno la vostra amicizia e il vostro affetto.
Mi riempie di gioia vedere quante persone mi seguono, che la mattina alle 7 qualcuno è già entrato nel mio blog per decidere che cosa cucinare a pranzo, che gli amici mi inviano sms o messaggi chiedendomi questa o quella ricetta...

Adoro leggere i vostri commenti su Facebook o alla fine dei posts.
Grazie, Ilaria (mia prima follower), Leo (chef/scienziato), Carmen (che, con infinita pazienza, pubblica i disegni di tutti gli ingredienti), Consuelo (la "zia"), Francesca (la mia "blog-nipotina"), Ada (raffinatissima), Erika (l'"ingegnera"), Valentina (la "democratica"), GRAZIE!!!
Ma ringrazio di cuore anche tutti coloro che non ho citato, chi mi legge saltuariamente, chi mi segue senza scrivere nulla...

Vi considero tutti cari amici.
Per questo, voglio regalare anche voi, come ho fatto con le persone a me più vicine, il mio primo "libro di cucina": alcune delle mie ricette preferite, nei cui ingredienti compare la farina 00.

ZeroZero

Cliccate sull'immagine qui sopra, o su quella in alto a destra, per sfogliarlo e scaricarlo.

E, se un giorno impasterete la mia torta russa o uno dei dolci delle mie adorate nonne, mi piacerebbe che pensaste un po' a me...

Un abbraccio, con gli auguri più affettuosi.

Valeria

mercoledì 25 dicembre 2013

AUGURI!!! AVREI VOLUTO AVERVI CON ME...

Carissimi amici,

avrei tanto voluto riuscire a connettermi prima, ma i preparativi per la Vigilia e per il giorno di Natale hanno stravolto ogni mia tabella di marcia!

Per farmi perdonare, condivido con voi l'immagine della mia tavola e la panoramica della sala da pranzo (prese con il telefono, perché non ho avuto nemmeno il tempo di tirare fuori la reflex).

Così, mi sembrerà di avervi avuti tra i miei ospiti...

AUGURI!!!

Valeria



domenica 22 dicembre 2013

PANFORTE MARGHERITA (DALLA RICETTA DE "LA CUCINA ITALIANA")

Prove generali per il giorno di Natale: ieri siamo stati tutti invitati a casa di mio fratello Ale per un pranzo di “allenamento alle festività”.

Dico tutti, perché, oltre al mio paffutello Andrea, che conoscete già, c’era anche il resto della mia famiglia allargata: la “tata” Manu con il marito Ale (detto Ale/genero per distinguerlo da mio fratello) e Luca con la moglie Carlotta.


Se consideriamo che, oltre a noi, c’erano i miei genitori e l’altro mio fratello Leo, e che la famiglia di Ale/fratello è costituita da lui, dalla moglie Barbara e dai miei adorati nipoti Marcello e Valerio, fare il conto dei commensali è un gioco da ragazzi: eravamo in 13 PAURA!!!


Prudentemente, però, Luca e Carlotta avevano per tempo messo in cantiere Pietro, che dovrebbe nascere a gennaio (mamma mia, che emozione!): ergo, eravamo 13+3/4 = 13,75.


Pericolo scampato!!!


Naturalmente, io ho portato il dolce.

E stavolta, contrariamente a quanto faccio di solito quando mi trovo in veste di invitata, mi sono cimentata in una “new entry”: il PANFORTE MARGHERITA.


La ricetta è de “La Cucina Italiana”, rivista come sempre affidabilissima.
Tanto affidabile che le modifiche da me apportate sono veramente minime, e mi sono limitata ad aggiungere qualche nota pratica (per esempio, l’uso del batticarne umido) per rendere più agevole l’esecuzione.

Il risultato?
Ho dovuto aggiungere la “S” di “superior” alle 5 stelle di soddisfazione.
E, da oggi, il PANFORTE MARGHERITA è primo assoluto nella mia personale classifica di gradimento

IMPORTANTE! Pietro, Carlotta e Luca: questa ricetta è dedicata a voi!!!

 
“IL PANFORTE MARGHERITA”

CHE COSA SERVE?

(per un panforte del diametro di 20 cm.)
- un foglio di ostia (io l'ho trovata sul sito Plurimix Point)
- 40 gr. di acqua
- 150 gr. di zucchero Zefiro
- 25 gr. di miele (un contenitore monoporzione)
- 100 gr. di cedro candito tagliato a cubetti
- 70 gr. di arancia candita tagliata a cubetti
- 150 gr. di farina + extra per la cottura
- 1 bustina (4 gr.) di spezie miste "La saporita" (miscela di cannella, cumino, chiodi di garofano, noce moscata, anice stellato prodotta da “La Via delle Indie”)
- un pizzico di cannella in polvere
- un pizzico di sale
- 150 gr. di mandorle (con la pellicina scura)
- zucchero a velo per guarnire

COME FACCIO?

1. FODERO uno stampo a cerniera del diametro di 20 cm. con CARTA FORNO. Sul fondo, stendo un'OSTIA tagliata a misura.
2. PRERISCALDO il forno a 180°C (ventilato) e metto le MANDORLE a TOSTARE per una decina di minuti.
3. SCIOLGO lo ZUCCHERO insieme al MIELE e all'ACQUA, in una casseruola antiaderente.
4. QUANDO incomincia a BOLLIRE, aggiungo i CANDITI, continuando a mescolare. 
5. TOLGO DAL FUOCO, unisco la FARINA setacciata e miscelata con le SPEZIE (“LA SAPORITA” + CANNELLA) e a un pizzico di SALE.
6. AGGIUNGO le MANDORLE e amalgamo bene il composto.
7. FINCHE' l'impasto è ancora ben caldo e, quindi, malleabile, lo STENDO sull'ostia, nella tortiera precedentemente foderata con carta forno. Per renderlo meno appiccicoso e più regolare in superficie, mi aiuto con un BATTICARNE PIATTO LEGGERMENTE INUMIDITO.
8. COPRO la superficie del panforte con abbondante FARINA. In questo modo, eviterà di bruciacchiarsi.
9. INFORNO e CUOCIO per 20 minuti.
10. LASCIO RAFFREDDARE ponendo la teglia su una griglia, poi SFORMO il panforte ed ELIMINO LA FARINA.
11. SPOLVERIZZO con ZUCCHERO A VELO.



SODDISFAZIONE *****S
PAZIENZA * 

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giovedì 19 dicembre 2013

NELL'ATTESA DEI DOLCI DI NATALE: IL BUNDT ALLO SCIROPPO D'ACERO DI MARTHA STEWART

Se mi chiedessero che cosa desidero maggiormente per Natale, risponderei senza esitazione “Uno stampo per BUNDT!!!”.

Sì, proprio uno di quei meravigliosi oggetti marchiati Nordic Ware (non uno qualsiasi: voglio la Platinum Anniversary Bundt Pan!), che purtroppo sono in vendita solo all’estero.

L’altro giorno ho scritto alla ditta per chiedere informazioni, ma probabilmente il mio inglese maccheronico non è sufficientemente comprensibile.

Risultato: nessuna risposta.

Prima di Natale, però, io DOVEVO provare questa ricetta adattata da Martha Stewart (e trovata sul blog “Andante con gusto”).

Tra l’altro, ci tenevo moltissimo a utilizzare il meraviglioso sciroppo d’acero che la mia “tata” Manu mi ha portato dal suo viaggio in Canada

Come fare?
Idea! In un outlet, ho acquistato a 6 euro uno stampo per budino (anzi, da budinone).
Così, oggi, ho sperimentato con emozione il mio primo BUNDT




IL BUNDT ALLO SCIROPPO D’ACERO

CHE COSA SERVE?

Per il “Bundt”:
- 55 gr di burro ammorbidito
- 240 gr di farina 00
-  mezza bustina di lievito in polvere per dolci
- 4 gr. di bicarbonato di sodio
- 4 gr. di sale
- 105 gr di zucchero di canna
- 2 uova
- 2 tuorli
- 160 gr di sciroppo d’acero
- i semi di metà baccello di vaniglia
- 250 ml di panna acida

Per la decorazione:
- 125 ml di panna fresca
- 1 cucchiaio di sciroppo di acero
- 1 cucchiaio di zucchero a velo

 
COME FACCIO?

1. PRERISCALDO il forno a 180° (ventilato).

2. UNGO con un poco di BURRO uno stampo per BUNDT da 22/23 cm di diametro (in realtà, il mio è da budino), e poi lo SPOLVERIZZO con la FARINA.

3. IN UNA BASTARDELLA, unisco la FARINA setacciata, il LIEVITO, il SALE e il BICARBONATO.

4. MONTO a crema il BURRO con lo ZUCCHERO.

5. AGGIUNGO le UOVA e i TUORLI, una alla volta, sbattendo bene ogni volta.
UNISCO lo SCIROPPO DI ACERO e la VANIGLIA e mescolo bene.

6. ALTERNANDOLE, e sempre mescolando, AGGIUNGO la FARINA e la PANNA ACIDA (per ultima, unisco la farina).

7. VERSO il composto nella tortiera.

8. INFORNO e LASCIO CUOCERE per circa 70 minuti (fino a quando, inserendo uno stecchino, questo non uscirà pulito e asciutto).

9. METTO il dolce (ancora nella teglia) sopra una GRIGLIA e lo faccio raffreddare per 15/20 minuti. Poi lo TOLGO dallo STAMPO e lo lascio sulla griglia fino a completo raffreddamento.

10. Immediatamente PRIMA DI SERVIRE, monto (non completamente) la PANNA, aggiungo un cucchiaio di SCIROPPO DI ACERO e uno di ZUCCHERO A VELO, FRULLO ancora per rassodarla.

11. SERVO il “Bundt” con la PANNA aromatizzata e qualche goccia di SCIROPPO DI ACERO.

 
SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA ****

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sabato 14 dicembre 2013

TORTINO DI PATATE (DELLA VAL DI GRESTA) CON FUNGHI

La Val di Gresta continua a fornirci materie prime di qualità.
Ecco un altro tortino che mi è riuscito particolarmente bene...

 


" TORTINO DI PATATE CON FUNGHI "

QUALI SONO GLI INGREDIENTI?
(per 6 persone)

- 500 gr. di patate della Val di Gresta
- 300 gr. di funghi surgelati (io ho usato "Fantasia di funghi" de "La valle degli orti")
- 1 spicchio di aglio
- un po' di prezzemolo tritato
- 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
- 160 gr. di Philadelphia
- 100 gr . di panna acida
- 50 ml. di latte
- 50 gr. di parmigiano grattugiato
- qualche fiocchetto di burro

 
COME SI PREPARA?

1. PRERISCALDA il FORNO (ventilato) a 180 gradi C.

2. METTI a scaldare in una padella, in 2 cucchiai di olio, uno spicchio di AGLIO. Quando l'olio sarà sufficientemente caldo, aggiungi i FUNGHI e falli rosolare per 10-12 minuti. Alla fine, aggiungi il PREZZEMOLO e togli l'aglio.

3. SBUCCIA le PATATE, lavale, asciugale benissimo con un canovaccio. Tagliale a fettine sottili con una mandolina.

4. TAGLIA a cubetti il PHILADELPHIA.

5. IN UNA CIOTOLINA, amalgama il LATTE con la PANNA ACIDA.

6. IMBURRA una pirofila rettangolare di circa 20 cm. 

7. ASSEMBLA il TORTINO: stendi uno strato di PATATE, cospargile con SALE e PEPE, distribuisci un po' di FUNGHI, di PHILADELPHIA, di PARMIGIANO GRATTUGIATO. Ripeti fino a quando non avrai esaurito gli ingredienti.

8. DA ULTIMO, versa il miscuglio di LATTE e PANNA ACIDA, spolverizza con PARMIGIANO GRATTUGIATO e distribuisci qualche fiocchetto di BURRO.

9. CUOCI per circa 45-60 minuti (dipende dal tipo di patata). Fai raffreddare leggermente prima di servire.

 
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sabato 7 dicembre 2013

GRATIN DI PATATE CON SEDANO RAPA (IL TUTTO PROVENIENTE DALLA VAL DI GRESTA)




A nord del Lago di Garda, nella parte meridionale del Trentino, esiste una piccola valle.

Tanto piccola che, contandoli proprio tutti, i suoi abitanti non sono più di duemila.
Circondata da creste di montagna e da terrazzamenti, questa valle è percorsa da due piccoli torrenti.

Qui il clima è mitigato dalla vicinanza del lago, e solo di rado, d'inverno, scende la neve.
Qui l'ambiente prezioso e protetto ci dona patate e verdure dal sapore unico.

Sto parlando della Val di Gresta: "l'orto biologico del Trentino".

La Val di Gresta è diventata, in questi ultimi mesi, meta delle nostre gite del fine settimana.

Per godere del luogo incantato e per acquistare patate, carote, cavoli e zucche...


(Ricetta liberamente tratta da "La cucina italiana").


" GRATIN DI  PATATE CON SEDANO RAPA "

QUALI SONO GLI INGREDIENTI?
(per 4 persone)

- 250 gr. di sedano rapa della Val di Gresta
- 150 gr. di patate "Amoroso" della Val di Gresta
- 100 gr. di panna

- 100 gr. di latte

- uno spicchio di aglio

- un po' di timo
- sale
- pepe

- poco burro

COME SI PREPARA?

1. PRERISCALDA il FORNO (ventilato) a 180 gradi C.
2. SBUCCIA le PATATE e il SEDANO RAPA, lavali, asciugali con un canovaccio. Tagliali a fettine sottili rispettivamente con una mandolina e con l'affettatrice (il sedano è troppo duro per la mandolina).

3.  IN UN PENTOLINO, amalgama il LATTE con la PANNA. Aggiungi l'AGLIO, SALE, PEPE e un rametto di TIMO e fai bollire per 10 minuti. Poi FILTRA il composto.

4.  IMBURRA una pirofila rettangolare lunga circa 20 cm. 

5. ASSEMBLA il TORTINO: alterna le fettine di PATATA a quelle di SEDANO RAPA, cospargi con SALE e PEPE.
6. DA ULTIMO, versa il miscuglio di LATTE e PANNA dal quale avrai tolto l'aglio, e distribuisci qualche fogliolina di TIMO insieme a pochi fiocchetti di BURRO..

7. CUOCI per circa 45-60 minuti (dipende dal tipo di patata). Servilo caldo.

Questa ricetta è liberamente tratta da "La cucina italiana".


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