sabato 26 aprile 2014

IL MINI-CRUMBLE DI MELANZANE (SU CONSIGLIO DELLO CHEF FABIO POTENZANO)

La ricetta è di Fabio Potenzano. 

Li ho fatti per Pasqua e sono già diventati un “must”.
Comodissimi: li prepari il giorno prima e li puoi riscaldare all’ultimo momento

Per le foto, ho utilizzato le cocottine in ceramica.
Ai nostri commensali, sempre più numerosi, li abbiamo invece serviti nei pirottini monouso da muffin: meno eleganti, certo, ma forse addirittura migliori come sapore

Cara Antonella, permettimi di dedicarti questo post, con un ringraziamento sincero per la tua consueta ospitalità.
Grazie alla quale, da ALLARGATA, la nostra si sta trasformando in una VERA famiglia.

IL MINI-CRUMBLE DI MELANZANE

CHE COSA SERVE?
(dosi per circa 20 pirottini da muffin Cuki)

- 5 MELANZANE MEDIE
- CIPOLLA TRITATA
- OLIO extra vergine di oliva
- SALE
- PREZZEMOLO TRITATO
- 125 gr. di PARMIGIANO
- 125 gr. di BURRO tagliato a cubetti e congelato in freezer
- 125 gr. di FARINA 00
- 125 gr. di MANDORLE PELATE
- BURRO per ungere i pirottini


COME FACCIO?
(ricetta Bimby)

Preparo le melanzane:
1. PRERISCALDO il FORNO a 240°C (ventilato).

2. LAVO le MELANZANE, le asciugo, tolgo il picciolo, le taglio a quadretti.

3. SOFFRIGGO per circa 5 minuti la CIPOLLA TRITATA (lo faccio in una teglia piuttosto grande posta nel forno con un filo d’OLIO).

4. AGGIUNGO le MELANZANE, spargo su di esse un po’ di SALE e le mescolo con un cucchiaio di legno.

5. ATTENDO 10 minuti, poi mescolo ancora.

6. RIPETO dal punto 5 per altre 2 volte.

7. QUANDO le melanzane sono quasi cotte, SPENGO il FORNO e aggiungo il PREZZEMOLO TRITATO.

Preparo il crumble:
(è consigliabile tenere in freezer per qualche ora il boccale del Bimby prima di utilizzarlo)
 
1. INSERISCO nel boccale del BIMBY il PARMIGIANO e le MANDORLE: li FRULLO con alcuni colpi di Turbo.

2. AGGIUNGO il BURRO e la FARINA. FRULLO ancora con qualche colpo di Turbo, controllando spesso in modo da vedere quando si forma un composto granuloso.

Assemblo:

1. UNGO i pirottini con un po’ di BURRO.

2. RIEMPIO la parte inferiore del pirottino con le MELANZANE già parzialmente cotte.

3. DISTRIBUISCO il CRUMBLE sulle melanzane.

4. CUOCIO per 25 minuti circa (e, comunque, fino a doratura del crumble) in forno già caldo a 200°C (ventilato).
N.B.: Vengono meglio se preparati il giorno prima e riscaldati in forno il giorno successivo!


SODDISFAZIONE *****
PAZIENZA ****

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sabato 19 aprile 2014

BUONA PASQUA!!!

Guardate che meraviglia, questi fiori di zucca!!!

Domani faranno parte del nostro menu. Intanto, però, voglio condividerli con voi... insieme ai miei più cari auguri.

Valeria

mercoledì 16 aprile 2014

IL NOSTRO ANTIPASTO DI PASQUA? IL FLAN DI SPINACI CON FONDUTA DI PARMIGIANO E SEMI DI ZUCCA TOSTATI (DAL CORSO DELLO CHEF FABIO POTENZANO)

"Di questo ragazzo, ne sentirete parlare", ho detto a casa mia, la prima volta che ho seguito una sua lezione di cucina. 

Parole sante: a distanza di pochi mesi, Fabio è entrato a far parte della Nazionale Italiana Cuochi e del gruppo dei "tutor" del programma Rai "Detto fatto".

E di strada, ne sono sicura, ne farà ancora tanta...

Sto parlando di Fabio Potenzano: siciliano, poco più che trentenne, innamorato perso della cucina, della propria terra e, soprattutto, della meravigliosa moglie Corinna.

Fabio si muove tra i fornelli con la destrezza di uno chef iperstellato, pesa al grammo o cucina "a occhio" a seconda dei casi, ti trasmette generosamente il proprio entusiasmo e il proprio sapere. 

Gira per il mondo e per l'Italia: eventi, corsi, trasmissioni...
E' probabile che, un giorno o l'altro, passi anche dalla vostra città.
Se dovesse accadere, ascoltatemi: mollate tutto e andate a sentirlo.

Fabio è un cavallo di razza sul quale sono onorata di puntare.


N.B.: La ricetta è di Fabio Potenzano.
La foto del flan è stata scattata, durante il corso, con l'iPhone.


IL FLAN DI SPINACI CON FONDUTA DI PARMIGIANO
E SEMI DI ZUCCA TOSTATI
CHE COSA SERVE?

Per il flan di spinaci:
- 200 gr. di SPINACI LESSATI E STRIZZATI
 (circa 300 gr. di spinaci freschi)
- 240 gr. di PANNA FRESCA
- 2 TUORLI d'UOVO
- 1 UOVO INTERO
- 20 gr. di PARMIGIANO GRATTUGIATO
- SALE
- PEPE
Per la fonduta di parmigiano:
- 500 gr. di LATTE
- 20 gr. di BURRO
- 20 gr. di FARINA
- 200 gr. di PARMIGIANO GRATTUGIATO
  (ma viene bene anche con 100 gr.)
- SALE
- PEPE
Per guarnire:
- SEMI di ZUCCA sbucciati e tostati in una padella calda per 1 o 2 minuti.

COME FACCIO?

Per il flan di spinaci:
1. UNISCO nel Bimby TUTTI GLI INGREDIENTI. Frullo per 20-30 secondi a velocità 6.

2. DISTRIBUISCO l'impasto nei PIROTTINI in silicone spruzzati con lo spray al burro.

3. CUOCIO nella campana del Varoma per 25 minuti, temperatura Varoma, velocità 1.

Per la fonduta di parmigiano:
1. METTO a bollire il LATTE con SALE e PEPE.

2. NEL FRATTEMPO, in un tegame sulla fiamma media, sciolgo il BURRO.

3. UNISCO la FARINA, mescolando fino a quando quest'ultima non sarà completamente incorporata nel burro scaldato (>> roux bianco).
4. AGGIUNGO il roux al LATTE BOLLENTE e continuo a mescolare per 15 minuti.

5. A QUESTO PUNTO, unisco il PARMIGIANO GRATTUGIATO e mescolo ancora.
Per l"assemblaggio":
1. STENDO una cucchiaiata di FONDUTA in un piatto e dispongo su di essa il FLAN DI SPINACI.

2. GUARNISCO con i SEMI di ZUCCA sbucciati e tostati.

3. LO SERVO caldo.
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www.drvaleriaderossi.it ? 

sabato 12 aprile 2014

IL DADO VEGETALE "DI EMERGENZA" (RICETTA BIMBY)

Ho incominciato a fare in casa il dado per evitare l'utilizzo di glutamato, causa marito sofferente di emicrania.
Poi, però, ho scoperto quanto questo dado sia buono e quale sapore dia ai piatti a cui viene aggiunto.
Anche mia mamma l'ha intuito, e ormai me lo "commissiona" periodicamente...

La ricetta originale prevederebbe l'utilizzo di zucchine e pomodorini freschi: a volte non reperibili, soprattutto nella stagione invernale.
Capita anche di trovarsi sprovvisti, in casa, di cipolla/sedano/carota.

Che fare in questi casi?
Ho ovviato utilizzando direttamente il MIX per SOFFRITTO surgelato.
E, contro ogni previsione, il mio DADO VEGETALE di EMERGENZA è riuscito benissimo!


"IL DADO VEGETALE DI EMERGENZA"


CHE COSA SERVE?
(per 2 vasetti Bormioli da 150 ml., quelli piccoli)

- 420 gr. di MIX per SOFFRITTO surgelato
- 1/3 di tubetto di DOPPIO CONCENTRATO di pomodoro Mutti
- qualche foglia di SALVIA
- un paio di foglie di BASILICO (a piacere)
- un rametto di ROSMARINO
- un cucchiaio di OLIO extra vergine di oliva
- 300 gr. di SALE GROSSO
- 2 VASETTI Quattrostagioni Bormioli da 150 ml.

COME FACCIO?

1. INSERISCO nel boccale le ERBE AROMATICHE (precedentemente tagliuzzate in piccoli pezzi): 10 secondi, velocità 7.

2. UNISCO il MIX PER SOFFRITTO. Frullo per altri 10 secondi, velocità 7.

3. AGGIUNGO il SALE, il DOPPIO CONCENTRATO DI POMODORO e l'OLIO. Cuocio 20 minuti, temperatura Varoma, velocità 2 (con il misurino inclinato). Se dovesse risultare ancora troppo liquido, cuocio ancora per qualche minuto a temperatura Varoma.


4. OMOGENEIZZO per 30 secondi a velocità Turbo.

5. RIEMPIO i vasetti, che ho già STERILIZZATO in forno a 180°C.  Li CHIUDO con i coperchi che ho tuffato precedentemente in ACQUA BOLLENTE. 


6. FACCIO RAFFREDDARE i vasetti contenenti il dado e li tengo in FRIGORIFERO (dove posso conservarli per TRE MESI). È possibile anche SURGELARE il dado, porzionandolo in un contenitore per il ghiaccio.


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PAZIENZA *

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sabato 5 aprile 2014

I BISCOTTI AL BURRO "HOME MADE" (RICETTA KITCHENAID)

Acquisto pazzo sul web: un"cookie stamper".
In pratica, un timbro.
Ha il manico in legno stile vintage, la base rossa in silicone e la funzione di decorare i biscotti con la scritta "HOME MADE".
Costosissimo.
Bellissimo.

Non potevo più aspettare: per il complemese del nostro nipotino, l'ho inaugurato.
Per non sbagliare, ho seguito pedissequamente la ricetta riportata sulla confezione.

Confesso che mi aspettavo una migliore estetica nel risultato, ma ho portato comunque al mio frugoletto i migliori biscotti al burro che un bimbo di un mese potesse desiderare...

"I BISCOTTI HOME MADE"

CHE COSA SERVE?

- 300 gr. di FARINA 00
- 1/2 cucchiaino di SALE
- la punta di un cucchiaino di LIEVITO VANIGLIATO
- i semi di mezzo baccello di VANIGLIA
- 220 gr. di BURRO
- 140 gr. di ZUCCHERO SEMOLATO
- 1 tuorlo d'UOVO


COME FACCIO?

1. SETACCIO la FARINA con il SALE e il LIEVITO VANIGLIATO. Li alleggerisco con la frusta a filo della planetaria (confesso: ho comprato il KitchenAid...).

2.  AGGIUNGO lo ZUCCHERO, i SEMI DI VANIGLIA e il BURRO. FRULLO con la frusta piatta finché il tutto non diventa granuloso.

3. UNISCO il tuorlo d'UOVO e IMPASTO ancora con il gancio.

4. COPRO il composto con PELLICOLA TRASPARENTE e lo lascio riposare in FRIGO per un'ora.

5. PRERISCALDO il FORNO a 180°C.

6. CON l'IMPASTO (e le dita infarinate), formo 24 PALLINE di circa 30 gr. ciascuna (si può usare come dosatore il misurino da un TBSP, da riempire un po' in eccesso) che schiaccio leggermente prima di "timbrarle".

7. TIMBRO l'impasto e, con l'aiuto di una spatola sottile, trasferisco i BISCOTTI su una placca coperta con carta forno e sovrapposta a un'altra placca (Attenzione! Conviene CUOCERLI IN DUE TRANCHE!!!).

8. INFORNO nella parte bassa e CUOCIO per circa 20 -25 minuti.

9. TOLGO dal FORNO e lascio RAFFREDDARE per qualche minuto i BISCOTTI, prima di trasferirli su una GRIGLIA.

10. LI SERVO una volta completamente raffreddati.


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sabato 29 marzo 2014

UNA SONTUOSA VARIAZIONE DEI CANTUCCINI PROPOSTA DA MANU: NOI LE ABBIAMO CHIAMATE "CANTUCCIOLE"...


"Cara Manu,

lo sai come ho deciso di chiamare i nostri biscotti? CANTUCCIOLE: perché hanno un sapore a metà tra i Cantuccini e le Gocciole!".

Oggi Manu me l'ha sentito dire quattro (o forse cinque) volte. Alla fine, ha avuto il coraggio di farmi notare che mi ripeto...
I termini da lei usati sono stati, a dire il vero, decisamente più coloriti.
Ma preferisco risparmiarveli e sperare che almeno voi non mi consideriate fuori uso.

Ricapitolando, quella che vi sto per proporre è una variazione "cioccolatosa" dei miei tradizionali Cantuccini di Prato.

L'idea è stata proprio di Manu, e ne conferma le capacità intuitive.
Eccezionali in tutti i campi.
Gastronomico compreso...

"LE CANTUCCIOLE"

CHE COSA SERVE?
(per una placca da forno di "Cantucciole")

- 300 gr. di FARINA 00
- 1/2 bustina di LIEVITO VANIGLIATO
- SALE
- 200 gr. di ZUCCHERO semolato
- 1/2 baccello di VANIGLIA
- 2 UOVA
- 280 gr. di GOCCE di CIOCCOLATO
- LATTE


COME FACCIO?

1. SETACCIO la FARINA con il LIEVITO e il SALE. FRULLO brevemente con la frusta piatta della planetaria.

2. AGGIUNGO lo ZUCCHERO, i semi di VANIGLIA e le GOCCE di CIOCCOLATO. FRULLO ancora, stavolta con il gancio.

3. UNISCO le UOVA (uno alla volta), continuando a mescolare. Se necessario, ammorbidisco con qualche cucchiaiata di LATTE.

4. FORMO un PANETTO, che copro con pellicola trasparente e metto in FRIGORIFERO per circa 1/2 ora.

5. PRERISCALDO il FORNO a 180°C.

6. DIVIDO l'impasto in 6 CORDONCINI, che sistemo sulla PIASTRA del FORNO coperta di carta forno.

7. CUOCIO per 30 minuti. Poi tolgo dal forno e LASCIO RAFFREDDARE per 10 minuti.

8. TAGLIO i cordoncini in LOSANGHE dello spessore di circa 2 cm, che allontanerò l'una dall'altra.

9. RIMETTO in FORNO le CANTUCCIOLE per 10 minuti per farle diventare croccanti.

10. LE SERVO fredde.


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sabato 22 marzo 2014

LA NONNA CAROLINA, LA NONNA ANNAMARIA E I RAVIOLI DI MAGRO AL PECORINO CON IL "RAVIOLAMP"

Anche la nonna Carolina aveva tentato di usare il "Raviolamp", ma l'aveva riposto in soffitta immediatamente dopo il primo esperimento.
La nonna Annamaria, invece, lo usava spessissimo: con risultati, a detta del mio paffutello, strabilianti.

Ebbene, ho voluto ripetere il test per verificare da che parte sta la ragione.

Il protocollo è stato il seguente:
1. Acquisto online di due modelli di "Raviolamp" alla ricerca di quello della nonna Annamaria (e scoperta che nessuno dei due è quello giusto...).
2. Uso del robot per l'esecuzione dell'impasto per la sfoglia. Successivo riposo al fresco di quest'ultima.
3. Preparazione del ripieno. Inserimento dello stesso in un "sac a poche".
4. Assottigliamento della sfoglia mediante la macchina "Imperia".
5. Ripetute discussioni con la mia metà circa la tecnica di assemblaggio. Accordo su una linea comune (quella proposta da me...).
6. Esecuzione dei ravioli mediante stratificazione sfoglia/ripieno/sfoglia sul suddetto accessorio.
7. Ripetuti passaggi sul "Raviolamp" con ogni tipo di mattarello presente in casa...

Al primo tentativo, però, qualcosa deve essere andato per il verso sbagliato, perché i ravioli si sono appiccicati  non solo tra tra loro, ma anche al "Raviolamp".
Erano cosí deformi che siamo stati costretti a mangiarli tutti... crudi!
E a mettere da parte il primo dei due "Raviolamp", così impiastricciato da risultare inutilizzabile.

Un punto per la nonna Carolina, ho pensato.

Secondo tentativo: si riparte dalla fase 4, mantenendo la sfoglia un po' più spessa e aumentando la quantità di farina sul "Raviolamp". 
Un po' meglio.

Terzo tentativo: come sopra, ma più in scioltezza.

A questo punto, il paffutello decide di abbandonare l'impresa e rimango da sola.

Riparto dalla fase 4, sempre più disinvolta.
Il risultato? Più che dignitoso.
Stavolta il punto è per la nonna Annamaria.
Insomma, nonne pari-merito.
E i miei (anzi, i nostri) ravioli di magro, una volta cotti, erano proprio buoni...

 A mio modesto parere, esistono però alcuni difetti del "Raviolamp" che ritengo andrebbero rivalutati dalla ditta produttrice per renderne più semplice ed efficace l'uso:

- la LARGHEZZA del modello da 36 pezzi: eccessiva in rapporto alle dimensioni della sfoglia tirata con la macchina Imperia. Basta una piccola imprecisione della pasta perché la copertura dell'accessorio non sia completa. Insomma, il tipo da 24 ravioli è decisamente da preferire.
- il TAGLIO dei RAVIOLI: è praticamente impossibile far penetrare completamente la pasta dallo zig-zag che dovrebbe invece tagliarla. I ravioli devono essere quindi divisi manualmente uno per uno.
- il PIANO di TAGLIO: la parte centrale dell'accessorio risulta più "bassa" rispetto a quella periferica e rende difficile l'esecuzione dei ravioli più interni.

Sarei comunque estremamente grata a chiunque mi potesse fornire qualche indicazione su come ovviare ai suddetti inconvenienti.

Vediamo la nostra ricetta nel dettaglio.

"I RAVIOLI DI MAGRO"

CHE COSA SERVE?
(per 4/6 persone)
Per la pasta:
- 400 gr. di farina 00
- 4 uova
- 1 cucchiaio abbondante di olio di oliva leggero
Per il ripieno:
- 200 gr. di spinaci già lessati, strizzati e tritati
- 300 gr. di ricotta
- 40 gr. di pecorino grattugiato
- 40 gr. di parmigiano grattugiato
- 1 uovo intero
- 1 tuorlo
- sale 
- pepe
- abbondante noce moscata
Per condire:
- parmigiano grattugiato q.b.
- burro q.b.
- salvia

COME FACCIO?

1. IMPASTO con il robot FARINA, UOVA e OLIO per circa 5/8 minuti. Copro la pasta con pellicola trasparente e lasciala riposare in frigorifero per circa mezz'ora.
2. CON UNA FORCHETTA DI LEGNO (e NON con il robot!), amalgamo (ma non troppo!) gli INGREDIENTI del RIPIENO, che inserirò in un "sac a poche".
3. Passata la mezz'ora di riposo, TOLGO la palla di pasta all'uovo dal frigo e la divido in 6 parti.
4. STENDO ogni porzione allo spessore del primo passaggio dell'"Imperia", utilizzando un mattarello.
5. CONTINUO l'opera di assottigliamento con la macchina per pasta.
6. INFARINO abbondantemente una sola delle superfici del primo strato di PASTA e appoggio questo lato sul "Raviolamp".
7. CON LE DITA, la abbasso in corrispondenza delle parti concave del "Raviolamp". RIEMPIO queste concavità con il RIPIENO, aiutandomi con il "sac a poche"(nonostante il mio rapporto conflittuale con questo accessorio...).
8. STENDO un altro strato di PASTA sopra il ripieno, facendolo aderire con le dita a quello sottostante.
9. PASSO più volte il mattarello sul "Raviolamp", fino a far affiorare gli zig-zag che dividono i singoli ravioli.
10. RIPETO dal punto 4 fino a esaurimento dell'impasto.
11. FACCIO BOLLIRE per circa 3 minuti in abbondante acqua salata.
12. SCOLO i ravioli, li SPOLVERIZZO con PARMIGIANO grattugiato e li CONDISCO con BURRO BRUNO e SALVIA.

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sabato 15 marzo 2014

I CANEDERLI TIROLESI DALLA RICETTA DE "LA CUCINA ITALIANA" (...E DA QUELLA DELLA NONNA ANNAMARIA)

Le ricette della nonna Annamaria ormai sono note: cibi ottimi, ma protocolli incomprensibili...

Per fortuna, "La Cucina Italiana" viene frequentemente in mio aiuto.
Nel caso dei "Canederli tirolesi", ho seguito i consigli della mia rivista preferita, utilizzato gli ingredienti della nonna e, naturalmente, inserito un po' della mia tecnologia.

Dopo questo esperimento, i miei paffutelli hanno concluso che, i "Canederli", d'ora in poi, li faremo solo in casa.


 "I CANEDERLI TIROLESI"

CHE COSA SERVE?

- 250 gr. di LATTE
- 3 UOVA
- 250 gr. di PANE raffermo, tagliato a cubetti
- 110 gr. di SPECK tagliato in quadretti molto piccoli
- 50 gr. di SALAME UNGHERESE tagliato in quadretti molto piccoli
- 50 gr. di PARMIGIANO grattugiato
- 80 gr. di FARINA 00
- SALE
- PEPE
- NOCE MOSCATA
- PREZZEMOLO (ed, eventualmente, erba cipollina)
- 1,5 lt. di BRODO di carne

COME FACCIO?

1. NELLA PLANETARIA, con la frusta a filo FRULLO il LATTE con le UOVA, il SALE, il PEPE, la NOCE MOSCATA e il PARMIGIANO.

2. INSERISCO il gancio e aggiungo il PANE, il pREZZEMOLO (e/o l'ERBA CIPOLLINA), lo SPECK e il SALAME. IMPASTO per amalgamare.

3. FACCIO RIPOSARE per 1 ora circa, a temperatura ambiente.

4. AGGIUNGO la FARINA e impasto ancora.

5. RISCALDO il BRODO.

6. FORMO 18 palle (CANEDERLI), che infarino leggermente.

7. CUOCIO i CANEDERLI a fuoco moderato per circa 15 minuti.

8. SERVO accompagnando con il BRODO di cottura (o condendo con BURRO E SALVIA).


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sabato 8 marzo 2014

IL PAN D'ARANCIA (RICETTA DA "GIALLOZAFFERANO" ADATTATA AL BIMBY)... E FELICE FESTA DELLA DONNA!!!

Anche questa ricetta, l'ho cercata per utilizzare gli avanzi della mia credenza...

Di seguito, la lista dei miei problemi:
1. I falegnami erano alle porte, pronti a smontare la mia vecchia cucina e a montare la nuova.
2. Dovevo svuotare il più possibile pensili e basi.
3. Mi serviva una torta da portare ai miei "tati" per il dopo-cena.
4. In più, ero disperata per la fretta: la torta doveva essere supersemplice!

Uno dei blog di "Giallozafferano" è venuto in mio soccorso con questo dolce che sembra nato per il Bimby, e che è anche particolarmente buono...
Grazie, "Mani, amore e fantasia"!

"IL PAN D'ARANCIA"

CHE COSA SERVE?

- 1 ARANCIA A BUCCIA SOTTILE (intera, anche con la buccia) divisa in pezzetti
- 300 gr. di FARINA 00 (setacciata)
- 150 gr. di ZUCCHERO SEMOLATO
- 150 gr. di ZUCCHERO DI CANNA
- 125 gr di OLIO DI RISO
- 3UOVA A PASTA GIALLA
- 35 ml. di COINTERAU
- LATTE q.b.
- SALE
- 1 LIEVITO VANIGLIATO (setacciato)

- 3- 4 cucchiai di ZUCCHERO DI CANNA per guarnire

COME FACCIO?

1. PRERISCALDO il FORNO a 180°C.

2. LAVO bene l'ARANCIA e la taglio a pezzetti.

3. INSERISCO nel boccale TUTTI gli INGREDIENTI (eccetto il lievito). FRULLO per 20/30 secondi a velocità 7/8. Se necessario, unisco un po' di latte per ammorbidire il composto.

4. AGGIUNGO il LIEVITO VANIGLIATO e frullo ancora per 6/8 secondi a velocità 6.

5. VERSO l'impasto in una TORTIERA da 24 cm. foderata con CARTA FORNO.

6. SPOLVERIZZO la superficie della torta con abbondante ZUCCHERO di CANNA.

7. INFORNO e CUOCIO per 40-50 minuti.

8. LASCIO RAFFREDDARE su una GRIGLIA.


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PAZIENZA *



OOOPS... dimenticavo:
BUONA FESTA DELLA DONNA!!!

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sabato 1 marzo 2014

I KRAPFEN (RICETTA DI "CASA E CUCINA" ADATTATA AL BIMBY)

Nessuno credeva che sarei stata capace di rifarli.
Anche perché avevo ampiamente pubblicizzato il fatto che il mio primo e ultimo tentativo risaliva al lontano1973.

La ricetta era ancora più datata: l'avevo presa dal numero del novembre 1964 di "Casa e cucina", rivista cult della casalinga italiana, in auge nell'era della ricostruzione (a proposito, mia mamma è ancora convinta che i fascicoli siano nella sua libreria: in realtà, si sono da tempo truffaldinamente trasferiti sulla mensola della mia cucina...).

La ricetta originale prevedeva lunghissimi tempi di lavorazione a mano.

Ma una donna tecnologica come me non può accettare di manipolare un impasto, né di mescolare una crema per oltre 15 minuti.
Questa mattina, quindi, prima di andare in studio, ho provveduto a "frullare" con il Bimby gli ingredienti e a prepararli per la lievitazione.
Durante la pausa pranzo ho invece "tirato la sfoglia", preparato la crema e assemblato i dolcetti.
Nel primo pomeriggio ho fritto quanto precedentemente prodotto e dimostrato ai miei denigratori che sono assolutamente in grado di preparare degli ottimi KRAPFEN...

"I KRAPFEN"
(ricetta Bimby + friggitrice per 16 Krapfen)

CHE COSA SERVE?

Per i krapfen:
- 500 gr. di farina 00
- 65 gr. di zucchero
- 65 gr. di burro ammorbidito
- 2 uova
- 150 cc di latte
- 1 e ½ bustina di lievito di birra disidratato
- sale
- la scorza grattugiata di ½ limone

Per friggere:
- 1,2 lt. di olio di semi

Per il ripieno:
- 1 uovo sbattuto per unire i dischi
- crema Bimby (vedi la ricetta delle crostatine alla frutta)
- Nutella
- marmellata o confettura

Per guarnire:
- zucchero semolato
- zucchero a velo



COME FACCIO?
1. IMPASTO nel boccale tutti gli INGREDIENTI per i KRAPFEN (5 minuti, velocità spiga).

2. FACCIO LIEVITARE per 2 o 3 ore in una terrina ricoperta di pellicola trasparente.

3. STENDO l’impasto con il mattarello fino a uno spessore di circa 6 mm.

4. TAGLIO la sfoglia in DISCHI, usando un coppapasta del diametro di 7 cm.

5. METTO un po’ del RIPIENO al centro della metà dei dischi che ho tagliato.

6. SPENNELLO il bordo di questi dischi con un po’ di UOVO sbattuto.

7. SOVRAPPONGO un disco di pasta “vuoto” a ciascun disco precedentemente preparato con il ripieno e spennellato con l’uovo.

8. CHIUDO bene i BORDI, schiacciando la pasta con le dita.

9. FACCIO LIEVITARE i KRAPFEN per 1 ora.

10. PREPARO la CREMA BIMBY e la metto a raffreddare in una ciotola ricoperta di pellicola trasparente.

11. RIEMPIO la FRIGGITRICE con l’OLIO.

12. ACCENDO la FRIGGITRICE e la programmo a 155 °C (circa 10 minuti prima di incominciare a friggere).

13. FRIGGO i KRAPFEN per circa 3 minuti, poi li capovolgo e li friggo anche sull’altro lato più o meno per lo stesso tempo.

14. DISPONGO i KRAPFEN su un foglio di carta paglia per sgocciolarli.

15. GUARNISCO con ZUCCHERO semolato o a velo.


N.B.: Se la quantità di ripieno non fosse sufficiente, posso sempre aggiungerne con l’aiuto di un “sac a poche”.

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sabato 22 febbraio 2014

UN GRADITO RITORNO (QUASI IN 3D): I CANTUCCINI

Una foto che sembra in 3D per una ricetta che avevo dimenticato: trent'anni fa (mammamia che impressione dirlo...), i "CANTUCCINI" erano uno dei miei dolci più gettonati.
 
Poi, chissà perché, su di essi è caduto l'oblio...
Fino a quando "La Cucina Italiana" non ne ha postato il link sulla propria pagina Facebook.

La ricetta che riporto è la mia:
un ritaglio di giornale di poche righe, con le quantità corrette con un megapennarello rosso.

Nella versione attuale, ho seguito le indicazioni della mia rivista preferita e ho aromatizzato con vaniglia.

Ma, nonostante ai miei familiari i tradizionali semi di anice non piacciano, trovo che siano decisamente più indicati rispetto alla vaniglia...



"CANTUCCINI"

CHE COSA SERVE?

- 450 gr. di farina 00
- 300 gr. di zucchero
- 80 gr. di margarina morbida
- 3 uova
- 1 baccello di vaniglia
- 1/2 bustina di lievito vanigliato
- 300 gr. di mandorle (con la pellicina scura)
- sale


COME FACCIO?

1. SETACCIO la FARINA con LIEVITO, VANIGLIA e SALE.

2. FRULLO insieme gli ingredienti secchi.

3. AGGIUNGO la MARGARINA e, successivamente, le UOVA una alla volta. IMPASTO con il GANCIO della planetaria.

4. UNISCO le MANDORLE e impasto ancora.

5. FACCIO RIPOSARE in frigo per 30 minuti. Nel frattempo, PRERISCALDO il forno (ventilato) a 180°C.

6. DIVIDO in 5 PARTI l'impasto e lo modello in salsicciotti, che distribuisco su due placche da forno sovrapposte e coperte con carta forno, E' bene tenerli distanziati il più possibile.

7. CUOCIO per 35 minuti.

8. TOLGO dal forno, FACCIO RAFFREDDARE per 10 minuti, TAGLIO i salsicciotti in LOSANGHE.

9. RIMETTO in FORNO i biscotti per altri 10 minuti, tenendoli distanziati l'uno dall'altro (è preferibile fare 2 infornate).

SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA ***

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martedì 18 febbraio 2014

LETTERA A UN AMICO

Caro Marco,

Che amica scadente, hai.
Non ho trovato il tempo né l'occasione di salutarti.
E tu te ne sei andato.

Ieri mattina ho visto il numero di Cristina, sul display dell'iPhone.
E ho capito perché non era il tuo...

Volevo chiamarti per Natale.
Poi ho rimandato perché c'erano problemi in famiglia.
E c'erano le cene, i pranzi delle feste.
Pensavo che ti avrei telefonato dopo Capodanno: in fin dei conti, ci siamo sempre sentiti verso l'Epifania, no?
Ma poi è nato il mio nipotino... e ho perso la bussola!

I giorni sono passati, amico caro.
Troppi giorni...

Marco. 
Ci siamo conosciuti, tanto tempo fa, a un corso di odontoiatria.
Ricordi? Con Rosita, formavamo il trio della prima fila, sulla destra.
Ci siamo rivisti per altri congressi.
Rosita, un po' alla volta, l'abbiamo persa per strada.
Ma noi due siamo rimasti in contatto.
Sei l'unico tra i colleghi incontrati durante la mia carriera professionale con il quale io abbia mantenuto un'amicizia così duratura.

Un giorno, per telefono, mi hai detto che eri malato.
Avevi la voce bassa e roca.
Ho sofferto per te.

Dopo qualche tempo, ti ho sentito felice, convinto di avercela fatta.
"Organizzo una festa", mi hai detto.
E io ero felice con te.

Non ci vediamo da anni.
Se ripesco nei ricordi, ti rivedo nei tuoi modi semplici, risento la tua "erre" moscia, quasi respiro il fumo di quel maledetto sigaro che ti ha portato via.
Soprattutto, rivivo nel cuore la tua umanità e l'amore per la tua meravigliosa famiglia e per gli amici.

Pensa: ora che sei lontanissimo, Marco, io ti sento più vicino di prima.

Sono sicura che, d'ora in poi, sarai sempre accanto al mio riunito.
Pronto a indicarmi le terapie adatte nei casi più complessi.
Ma pronto anche a sostenermi, con il tuo sorriso affettuoso, nei momenti difficili.
Professionali e non.

Ti voglio bene.

Valeria

venerdì 14 febbraio 2014

CHE COSA HO PREPARATO AL MIO PAFFUTELLO PER SAN VALENTINO? LA CROSTATA DI MELE CON CRUMBLE ALLE NOCCIOLE (DA "LA CUCINA ITALIANA")

Volevo postarla domani.
Ma poi mi sono resa conto che oggi è San Valentino e che, al mio paffutello, avrebbe fatto piacere concludere la cena con un dolcetto.

Date le sue origini nonese, quale miglior dessert di una crostata farcita con le mele renette della Melinda?
Questa, proposta da "La Cucina Italiana", mi è parsa perfetta: friabilissima, armoniosissima nei sapori.

Lo so, in tutti gli altri blog le torte per San Valentino sono rosse e piene di cuori.
Ma, a noi "montanari", la festa degli innamorati piace celebrarla così...

"LA CROSTATA DI MELE CON CRUMBLE ALLE NOCCIOLE"


CHE COSA SERVE?

Per la pasta frolla alle nocciole:
- 100 gr. di NOCCIOLE TOSTATE
- 350 gr. di FARINA 00
- mezzo cucchiaino di LIEVITO VANIGLIATO
- sale
- 200 gr. di BURRO
- 120 gr. di ZUCCHERO SEMOLATO
- 3 TUORLI


Per il ripieno:
- 800 gr. di MELE RENETTE Melinda( 3 mele)
- 3 cucchiai di ZUCCHERO DI CANNA
- la SCORZA GRATTUGIATA di mezzo LIMONE
- 15 g. di BISCOTTI SECCHI
- 50 gr. di NOCCIOLE TOSTATE


 COME FACCIO?

1. TRITO 100 gr. di NOCCIOLE in farina non finissima.

2. SETACCIO la FARINA 00 con il SALE e il LIEVITO VANIGLIATO. Li UNISCO alle NOCCIOLE tritate e allo ZUCCHERO.

3. AGGIUNGO il BURRO ammorbidito e IMPASTO con il gancio della planetaria fino a ottenere una struttura grumosa.

4. UNISCO i TUORLI e impasto ancora con il gancio fino ad avere un panetto liscio.

5. COPRO il panetto con PELLICOLA TRASPARENTE e lo faccio RIPOSARE in FRIGO per un'ora.

6. SBUCCIO le MELE, le taglio in fettine sottili, le aromatizzo con la BUCCIA di LIMONE GRATTUGIATA e le mescolo a 2 o 3 cucchiai di ZUCCHERO di CANNA (regolo la quantità di zucchero in base alla dolcezza delle mele).

7. PRERISCALDO il FORNO a 180°C.

8. TENGO da parte (in FRIGORIFERO!!!) un quarto di PASTA FROLLA.

9. STENDO la rimanante PASTA FROLLA sopra un foglio di CARTA FORNO pretagliata (quella con le incisioni radiali, che non crea ripiegature sul bordo della torta), riducendone lo spessore fino a 5 mmm.

10. RITAGLIO la PASTA FROLLA, formando un cerchio di circa 32 cm di diametro.

11. TRASFERISCO la PASTA FROLLA in una tortiera a cerniera del diametro di 26 cm. (aiutandomi con un cartone o un tagliere sottile) e adatto l'impasto all'interno della teglia, riparando le parti che si saranno (inevitabilmente!) incrinate.

12. COSPARGO il fondo della tortiera con i BISCOTTI SECCHI sbriciolati e con 25 gr. di NOCCIOLE tritate grossolanamente.

13. RIEMPIO con le MELE, sulle quali distribuisco le NOCCIOLE tritate rimaste.

14. COSPARGO le mele con la rimanente PASTA FROLLA, sbriciolandola grossolanamente con le dita (crumble).

15. CUOCIO per 30 minuti in FORNO STATICO. Poi per altri 20 o 30 minuti in FORNO VENTILATO.

16. LASCIO RAFFREDDARE la crostata nella teglia posta su una griglia prima di sformarla.

SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA ***

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sabato 8 febbraio 2014

LA TARTE TATIN DI ANANAS, DALLA VECCHIA RICETTA DI NANDA RITROVATA IN UN CASSETTO

Cara mamma,

da anni mi parli della mitica torta all'ananas, che era il cavallo di battaglia della tua amica Nanda.
Nella notte dei tempi, anche se nessuno ricorda quando, pare che tu stessa l'abbia sperimentata...

Allora, nessuno sapeva che questo dolce era a tutti gli effetti una "Tarte Tatin".
Per un bel po', in famiglia non ci è stato possibile riproporlo: la ricetta in tuo possesso era scomparsa.

Fortuna ha voluto che, rimettendo a posto i documenti destinati al commercialista, tu abbia ritrovato il prezioso manoscritto.

Eccola sul mio blog, dunque, la "Torta all'ananas di Nanda".
Tutt'altro che dietetica.
Buonabuonabuonissima.

Una ricetta che dedico a te e alla tua cara amica, con tanto affetto e un pizzico di nostalgia...





"LA TARTE TATIN DI ANANAS"

CHE COSA SERVE?

Per la guarnizione:
- 150 gr. di ZUCCHERO
- 100 gr. di BURRO
- 1 confezione di ANANAS ALLO SCIROPPO

Per l'impasto:
- 3 uova
- 100 gr. di ZUCCHERO SEMOLATO
- 200 gr. di FARINA 00
- 1 bustina di LIEVITO VANIGLIATO
- sale

COME FACCIO?

1. PRERISCALDO il FORNO (ventilato) a 180°C.

2. FONDO il BURRO nella pirofila per Tarte Tatin e vi SCIOLGO lo ZUCCHERO.

3. DISTRIBUISCO le fette di ANANAS sul fondo della pirofila.

4. MONTO gli ALBUMI a neve ben soda.

5. FRULLO i TUORLI con lo ZUCCHERO.

6. AGGIUNGO un pizzico di SALE e la FARINA setacciata con il LIEVITO VANIGLIATO. Frullo ancora.

7. UNISCO gli ALBUMI montati a neve all'impasto, con movimenti dal basso verso l'alto.

8. VERSO il composto nella pirofila, sopra gli ananas.

9. CUOCIO per circa 30 minuti.

10. ROVESCIO la TARTE TATIN, dopo averla fatta raffreddare per circa 10 minuti.

11. LA SERVO fredda, magari con panna montata...

SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA ***

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martedì 4 febbraio 2014

LINEA D'OMBRA: "VERSO MONET". CIBO PER L'ANIMA.

Cara Nadia,

questo post lo dedico a te, che sei forse l'unica lettrice delle rare escursioni "culturali" in questo blog.
E mi auguro che le nostre amiche Anto e Raffaella non me ne vogliano.

Sono passati ormai oltre due mesi dalla nostra visita alla mostra "Verso Monet", organizzata a Verona da "Linea d'ombra".
La mostra sta per chiudere (riaprirà quanto prima a Vicenza).
Eppure, io ho ancora negli occhi e nel cuore le emozioni che alcune delle opere esposte mi hanno dato...

Li voglio fissare nella memoria, i quadri che mi hanno maggiormente colpita.
E lo faccio nel modo che mi è più congeniale: riportando la mia personale "classifica" in un post.

Incomincio dal mio favorito, e vado a scalare con gli altri:





Vincent Van Gogh
"L'ULIVETO" 
1889
(particolare)

Ero già uscita dal circuito della mostra, quella sera, ma ho pregato la signorina dello staff di lasciarmi rivedere un'ultima volta questo dipinto.
Perché, da esso, proprio non riuscivo a separarmi.

Non c'è niente da fare: Vincent mi coinvolge sempre più di chiunque altro.
Le pennellate sofferte, i vortici delle foglie, i tronchi nodosi mi ipnotizzavano, trascinandomi nell'angoscia del pittore...

Ma i blu, i verdi sembravano scelti per placare quest'ansia.
E le striature chiare, dorate e (forse) rosate, mi dicevano che, in fondo al tunnel, ci può essere la luce.



Claude Monet
"LA CASA DEL PESCATORE SUGLI SCOGLI A VARENGEVILLE"
1882
(particolare)

Bene hanno fatto, i curatori, a eleggere questo dipinto a icona della mostra.
Perché è splendido: solare, luminoso, rasserenante.

Una luce colorata, quasi estiva, si riflette sulle tegole e sulla vegetazione.
All'orizzonte, vele bianche sulle onde che sfumano dal verde al blu.

Non so perché, ma le ombre dei due camini hanno attirato immediatamente la mia attenzione: forse volevano dirmi che l'immagine è pomeridiana.

Ho sentito familiare questo scorcio.
E mi ha colto una struggente nostalgia della Francia e del suo mare.


Paul Gauguin
"NEVE A VAUGIRARD"
1879
(particolare)

Il terzo posto spetterebbe di diritto a un piccolissimo disegno di Rembrandt "VEDUTA DI HAARLEM CON LA TENUTA DI SAXENBURG IN PRIMO PIANO" - 1650/1651: poco più di una linea orizzontale su una carta macchiata dal tempo. Che non definisce nulla. Ma dice tutto...

Purtroppo, non ho trovato traccia leggibile di quest'opera in alcun luogo virtuale.
Per questo, ho dovuto ripiegare (si fa per dire) sul paesaggio innevato di Paul Gauguin.
Dove i tronchi neri degli alberi spogli spiccano sopra un mondo bianco e ovattato.


Jacob van Ruisdael
"VEDUTA DI ALKMAAR"
1670/1675 circa
(particolare)

Modernissima inquadratura dell'Olanda, quasi da manuale di fotografia.
Tanto cielo, mosso da nubi parzialmente illuminate dall'alto.
Sotto, bassissima, la pianura marezzata dall'ombra delle nuvole.

Ma c'è un particolare che voglio farti notare, Nadia: la ripresa dall'alto non può essere che una finzione. Sono stata da poco in quelle zone, e, a meno che tu non salga su un elicottero (che nel 1670 non era ancora disponibile), non vedi altro che la siepe davanti a te...
A conferma che, nel paesaggio, vero e falso possono convivere.


Edgar Degas
"CASE AI PIEDI DI UNA SCOGLIERA" 
(Saint-Valery-sur-Somme)
1896/1898
(particolare)

Non azzardarti a chiedermi, Nadia, perché io abbia scelto questo dipinto, così lontano dai miei schemi abituali: un'immagine sui toni del rosa (colore che odio), e in cui siano state contraffatte (abominio!) le disposizioni dei quartieri.
Ti risponderei che non lo so.

Questi sono i misteri, meravigliosi, dell'arte.

                                              Un abbraccio.

                                                            Valeria


P.S.: C'è un'ottima ragione, cara Prof, se ho utilizzato per il titolo il "SAN GIORGIO MAGGIORE AL CREPUSCOLO" di Monet.
Perché è la locandina della mostra di Vicenza.

Ma, come ben sai, non sarà quello il nostro prossimo appuntamento: a Bologna, dall'8 febbraio, ci aspetta "LA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA"...

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sabato 1 febbraio 2014

"LA TORTA DEL NONNO", OVVERO LA TORTA ALLO YOGURT DA "NIGELLISSIMA"

Diventare nonni è un'esperienza speciale.
Ne sa qualcosa il mio paffutello che, negli ultimi tempi, vive in adorazione del nuovo arrivato...

La prima torta che ho fatto dopo la nascita del nostro meraviglioso nipotino era volutamente semplice, ma è piaciuta a tutti moltissimo.

In particolare a nonno Andrea.
Tanto che, alla fine, è diventata "la torta del nonno".

La ricetta è semplicissima.
L'ho presa da "Nigellissima" e, come mia abitudine, modificata leggermente.

Vi consiglio di tenere da parte e lavare un paio di barattolini da yogurt: puliti, sono comodissimi per misurare gli ingredienti!

"LA TORTA DEL NONNO"

CHE COSA SERVE?

- 3 uova
- 250 gr. di zucchero (2 barattolini)
- 125 gr. di yogurt bianco (1 barattolino)
- 150 ml. di olio di riso (1 barattolino)
- 175 gr. (2 barattolini) di farina 00
- 75 gr. (1 barattolino) di amido di mais
- i semi di 1/3 di baccello di vaniglia
- la buccia grattugiata di 1/2 limone
- 2 cucchiai di latte
- 1 bustina di lievito vanigliato
- sale
- zucchero a velo
(tra parentesi, nel procedimento, il numero dei barattolini da utilizzare)


COME FACCIO?

1. PRERISCALDO il forno (ventilato) a 180°C.

2. MONTO A NEVE le 3 chiare d'UOVO.

3. FRULLO bene lo YOGURT (1) con i TUORLI, il LATTE e lo ZUCCHERO (2).

4. UNISCO l'OLIO (1), la VANIGLIA, la buccia grattugiata del LIMONE e frullo ancora.

5. AGGIUNGO un po' alla volta, sempre mescolando e dopo averli setacciati, la FARINA (2), l'AMIDO DI MAIS (1) e il LIEVITO VANIGLIATO.

6. UNISCO infine gli ALBUMI montati a neve e MESCOLO delicatamente con una spatola in silicone, muovendola dal basso verso l'alto.

7. VERSO l'impasto in uno STAMPO piuttosto alto, del diametro di circa 22 cm, imburrato e infarinato.

8. CUOCIO per 45 minuti, o fino a quando il cake tester o uno stuzzicadenti, inseriti nella torta, ne usciranno puliti.

9. LASCIO RAFFREDDARE per 10 minuti il dolce sopra una griglia, lasciandolo nello stampo.

10. ROVESCIO la torta sulla griglia e la faccio raffreddare completamente, prima di servirla su un piatto da portata, spolverizzata con zucchero a velo.

SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA **

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sabato 25 gennaio 2014

PROFUMI E SAPORI D'ALTRI TEMPI: IL CASTAGNACCIO DE "LA CUCINA ITALIANA"

La ricetta è della mia rivista preferita, "La Cucina Italiana".

Ho però modificato le quantità indicate per dar fondo a un sacchetto di farina di castagne da 500 gr.
Inoltre, ho ridotto l'uvetta (che in famiglia piace a pochi), aumentato i pinoli (che adoriamo) e utilizzato olio di riso al posto di quello d'oliva.

Il risultato?
Un profumo e un sapore d'altri tempi...

Grazie, "La Cucina Italiana"!

 "IL CASTAGNACCIO"

CHE COSA SERVE?
- 500 gr. di farina di castagne
- 75 gr. di zucchero semolato
- 50 gr. di uvetta
- 50 gr. di pinoli
- un rametto (piccolo) di rosmarino
- 4 cucchiai di olio di riso (corrispondenti a circa 60 gr.)
- un po' di olio per ungere la teglia
- 1 litro circa di acqua fredda (metà dell'acqua può essere sostituita con latte)
- sale


COME FACCIO?

1. METTO IN AMMOLLO l'UVETTA circa mezz'ora prima di utilizzarla.

2. PRERISCALDO il forno (ventilato) a 200°C.

3. MESCOLO nella planetaria: FARINA di CASTAGNE, OLIO di RISO, ZUCCHERO, SALE, ACQUA (deve risultare un impasto abbastanza liquido e senza grumi).

4. SPENNELLO con OLIO di RISO o d'OLIVA una PIROFILA del diametro di cm. 28.

5. VERSO il composto nella teglia e aggiungo l'UVETTA strizzata, metà dei PINOLI e la foglie di ROSMARINO.

6. INFORNO e cuocio per 10 minuti circa. Trascorso questo tempo, DISTRIBUISCO sulla superficie del castagnaccio i PINOLI rimasti.

7. CONTINUO LA COTTURA per altri 35 minuti circa (totale 45 minuti).

SODDISFAZIONE ***
PAZIENZA*

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giovedì 16 gennaio 2014

LA TORTA ALL'ARANCIA DELLA NONNA ANNAMARIA E IL CONTEST DE "LA CUCINA ITALIANA"... PER UNA BUONA, ANZI, UN'OTTIMA CAUSA


ADORO LA CUCINA ITALIANA.
ADORO ANCHE "LA CUCINA ITALIANA".

E così, a furia di curiosare nel sito e tra i post della pagina Facebook di questa splendida rivista, ho trovato l'unico contest a cui abbia mai desiderato aderire: quello legato alle "Arance della salute" dell'AIRC.

Unire le nostre forze per combattere il cancro (e non solo...) è sicuramente fondamentale: per questo, sono felice di partecipare e, magari, di poter dare una mano!


Partecipo al concorso riproponendo, con qualche lieve variante (e moltissima soddisfazione), la mitica ricetta de 

“LA TORTA ALL’ARANCIA DELLA NONNA ANNAMARIA”

CHE COSA SERVE? 

Per l'impasto: 
- 150 gr. di farina
- 90 gr. di zucchero
- 70 gr. di burro
- 2 uova intere 
- la buccia grattugiata di un'arancia
- il succo di un'arancia
- un poco di Cointreau
- una bustina di lievito
- un pizzico di sale
- un po' di latte

Per inzuppare e guarnire:

- il succo di una o due arance
- circa 90 gr. di zucchero
- alcune fettine di arancia

 
COME FACCIO?

1. PRERISCALDO il forno ventilato a 160°C.

2. SBATTO i TUORLI con lo ZUCCHERO. 
 
3. AGGIUNGO il BURRO ammorbidito e, di seguito, il COINTREAU, il SALE, la buccia grattugiata e il succo dell'ARANCIA. Frullo ancora.

4. SETACCIO la FARINA con il LIEVITO e li unisco al composto, continuando a frullare. Se necessario, aggiungo qualche cucchiaiata di latte.

5. MONTO a neve gli ALBUMI e li incorporo al composto con delicati movimenti verticali.

6. VERSO l'impasto in una tortiera (diametro 24 cm.), imburrata e infarinata o coperta di carta forno.

7. INFORNO e CUOCIO per circa 30 minuti.

8. TRASFERISCO il dolce, appena sfornato e ancora caldo, su un piatto da portata.

9. SCIOLGO bene 90 gr. di ZUCCHERO nel succo di una o due ARANCE (dipende, naturalmente, dalle dimensioni di queste ultime).

10. VERSO il succo zuccherato sulla torta, aiutandomi con un pennello e impregnandola bene. Perché il dolce sia sufficientemente inzuppato, la spremuta deve fuoriuscire dalla base della torta e riempire il piatto da portata (Ma non preoccupatevi! Se sollevate il dolce con una paletta, in breve il succo verrà riassorbito!).

11. FACCIO RAFFREDDARE il tutto e GUARNISCO con sottilissime fette d'ARANCIA (eventualmente spolverizzate con un po' di ZUCCHERO SEMOLATO).

SODDISFAZIONE ****
PAZIENZA ***


... e sono certa che la nonna Annamaria sarebbe orgogliosa di vedere la propria ricetta proposta per l'AIRC!!!